Grazie alla lotta dei lavoratori riparte la trattativa per il rinnovo del contratto. A settembre confronto per un accordo il prima possibile

Dopo otto mesi di stallo e ben 40 ore di sciopero, è ripartita la trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici, che interessa oltre un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori in tutta Italia. Fim, Fiom e Uilm hanno ricevuto da Federmeccanica e Assistal la convocazione per la ripresa del confronto martedì 15 luglio alle ore 11.00, presso la sede di Confindustria a Roma. Per la Uilm era presenta una folta delegazione di oltre 100 persone da tutto il territorio nazionale.

PROVA DI FORZA
Una riapertura resa possibile dalla mobilitazione compatta e determinata dei metalmeccanici, culminata nelle recenti manifestazioni che hanno coinvolto tutto il territorio nazionale. Le sigle sindacali parlano di una vera e propria prova di forza da parte del mondo del lavoro: fabbriche ferme, piazze piene e adesione straordinaria agli scioperi, che hanno saputo riportare al centro dell’agenda il nodo contrattuale.

UNA GIORNATA IMPORTANTE
“Oggi è una giornata importante per i lavoratori metalmeccanici – ha dichiarato Rocco Palombella, Segretario generale della Uilm – perché, dopo otto mesi dalla rottura e quaranta ore di sciopero, riparte finalmente la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale. Abbiamo apprezzato le parole di apertura dei Presidenti di Federmeccanica e Assistal e abbiamo ribadito come ora sia il momento della responsabilità, del coraggio e delle scelte da fare in una fase di cambiamenti epocali, avendo come obiettivi fondamentali il bene dei lavoratori e il futuro industriale del nostro Paese”.
Il segretario della Uilm ha inoltre sottolineato come il tempo perduto nei mesi precedenti abbia rallentato la possibilità di affrontare nel merito gli 11 punti della piattaforma unitaria approvata dai lavoratori. Tra i temi centrali: salario, riduzione dell’orario di lavoro, stabilizzazione, salute e sicurezza, strumenti per affrontare le transizioni industriali e tecnologiche.

IL SALARIO
“L’emergenza salariale, aggravata dall’inflazione record e dall’aumento incontrollato dei costi – ha proseguito Palombella – insieme alla necessità di migliorare le tutele dei lavoratori e introdurre strumenti straordinari, come la riduzione dell’orario per governare le transizioni e l’intelligenza artificiale, devono essere al centro del confronto che parte da oggi”.
Il calendario dei lavori prevede già tre date a settembre – l’11, il 18 e il 25 – per approfondire i diversi aspetti della piattaforma contrattuale, con l’obiettivo dichiarato di accelerare i tempi e arrivare, nel più breve tempo possibile, a una vera e concreta intesa di rinnovo.
“Per noi – ha concluso Palombella – rinnovare i contratti significa dare fiducia e una solida prospettiva ai lavoratori e a un settore strategico, in un momento segnato da crisi e conflitti. Oggi abbiamo segnato una data storica: ora non ci possiamo fermare. Serve un confronto concreto e fattivo per costruire un contratto all’altezza delle aspettative di chi ogni giorno tiene in piedi l’industria italiana. Noi siamo pronti”.

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