L’Editoriale

Care lavoratrici e cari lavoratori,

sono state settimane intense, innanzitutto c’è una notizia positiva: la ripresa del confronto con Federmeccanica e Assistal per il rinnovo del contratto nazionale.

Ci siamo incontrati nella sede di Confindustria lo scorso martedì, 15 luglio. È stato un incontro che, per ovvie ragioni, non poteva entrare nel merito delle questioni. Era più importante in questa fase, e dopo quaranta ore di sciopero, ristabilire un contatto e soprattutto un metodo.

Un primo risultato lo abbiamo ottenuto: tre date a settembre e precisamente 11, 18, 25. Da lì dovremo ripartire per ottenere il rinnovo del contratto nel più breve tempo possibile.

È chiaro che per noi resta fondamentale la piattaforma unitaria che abbiamo elaborato con Fi e Fiom e su cui i lavoratori hanno espresso il loro giudizio positivo per oltre il 98%. In quella piattaforma puntiamo sull’incremento dei salari, la riduzione dell’orario di lavoro e tutti gli altri temi come salute e sicurezza, parità di genere, appalti, welfare, stabilità.
Per tutto questo abbiamo lottato e per tutto questo continueremo a batterci fino alla fine.

Come sapete, Federmeccanica ha appena eletto un nuovo Presidente, Silvano Simone Bettini. Ci auguriamo che questo porti a un nuovo capitolo del negoziato a partire da settembre.

Sul fronte vertenziale purtroppo non ci sono ancora le notizie sperate sull’ex Ilva, un tema doloroso dopo tanti anni di lotta in cui non ci siamo mai arresi. Abbiamo sempre combattuto per la difesa di tutti i lavoratori e non smetteremo di farlo ora. Il 14 luglio abbiamo incontrato al Mimit, oltre a Urso, gli enti locali coinvolti nell’accordo di programma di Taranto per l’approvazione dell’AIA.

È stata l’occasione per ribadire la nostra posizione: la salvaguardia occupazionale totale, sia nella fase transitoria che quella a regime, in base al progetto di decarbonizzazione che si deciderà di portare avanti. Le ipotesi sono sostanzialmente due, una con il DRI e una senza. A nostro avviso l’unico piano credibile è quello che prevede la costruzione degli impianti di preridotto. Tuttavia non spetta a noi entrare nel merito delle scelte tecniche, abbiamo infatti ribadito che qualsiasi sia la strada da percorrere sarà fondamentale tutelare tutti i posti di lavoro.

Abbiamo chiesto di unificare le due amministrazioni straordinarie, Ilva AS e ADI AS, e abbiamo chiesto anche la presenza dello Stato nella nuova società. Questa volta che sia una presenza concreta, anche transitoria, che possa garantire un futuro serio a tutti gli stabilimenti e alla produzione di acciaio in Italia.

Credo che sul fronte ex Ilva ne sentiremo parlare spesso anche durante la pausa estiva.

Per quanto riguarda Piombino, il 10 luglio c’è stata la sigla dell’accordo quadro. Un’intesa che dovrà portare a un accordo sindacale da siglare entro il più breve tempo possibile, con l’assunzione di tutti i lavoratori e le lavoratrici della Jsw Steel Italy, oggi in cassa integrazione.

Metinvest Adria, entro fine 2025, avvierà un percorso per valutare l’occupabilità degli attuali 785 lavoratori ora in cassa integrazione a zero ore, mettendo in atto tutte le azioni necessarie per la loro riqualificazione professionale, con l’adeguata integrazione economica.

Abbiamo richiesto che le prime assunzioni in Metinvest Adria avvengano dal primo semestre 2026 e che l’inserimento della totalità del bacino si completi entro il 2028. Tutte le lavoratrici e i lavoratori saranno assunti in maniera contestuale e gli saranno riconosciuti gli accordi integrativi in essere, insieme all’anzianità di servizio maturata con tutti i diritti acquisiti, compresa la disciplina limitativa dei licenziamenti per i dipendenti in forza prima del 7 marzo 2015.

Verificheremo che tutti gli impegni sottoscritti siano rispettati e mantenuti integralmente.

Buona lettura!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *