Cogne Acciai Speciali, difendere il contratto significa difendere il futuro industriale della Valle d’Aosta

di Gabriele Belmonte

La Cogne Acciai Speciali non è soltanto uno dei principali stabilimenti industriali della Valle d’Aosta. È un patrimonio di lavoro, competenze e storia che attraversa oltre un secolo di trasformazioni economiche e sociali. Per questo la decisione aziendale di disdettare il contratto integrativo non può essere considerata una vicenda esclusivamente interna: riguarda il futuro dello stabilimento, le condizioni dei lavoratori e l’intero territorio.

UNA STORIA INDUSTRIALE CHE APPARTIENE ALLA VALLE D’AOSTA
Nata nei primi anni del Novecento per valorizzare le risorse minerarie della regione, la Cogne ha accompagnato la ricostruzione del dopoguerra, le difficili ristrutturazioni degli anni Settanta e Ottanta e il rilancio avviato negli anni Novanta.
Oggi rappresenta una delle principali realtà europee nella produzione di acciai speciali e continua a essere uno dei pilastri dell’economia regionale, con circa 1.200 lavoratrici e lavoratori diretti e centinaia di addetti nelle aziende dell’indotto.
La forza della Cogne non risiede soltanto negli impianti e nelle produzioni, ma nelle professionalità costruite nel tempo, nella conoscenza dei processi e nella capacità dei lavoratori di affrontare le trasformazioni industriali.

LA DISDETTA DELL’INTEGRATIVO ROMPE UN EQUILIBRIO
Negli anni, il confronto tra azienda e organizzazioni sindacali ha consentito di raggiungere risultati importanti su salario, diritti, welfare e organizzazione del lavoro.
La decisione unilaterale dell’azienda di disdettare il contratto integrativo ha segnato una netta discontinuità rispetto a un modello fondato sulla contrattazione e sul riconoscimento del contributo dei lavoratori.
Non è in discussione soltanto un insieme di trattamenti economici e normativi. Il contratto integrativo rappresenta il risultato di anni di confronto e costituisce uno degli strumenti attraverso i quali la crescita dell’impresa viene redistribuita anche a chi ogni giorno contribuisce a costruirla.

LO SCIOPERO E IL CONFRONTO AL MINISTERO
La risposta delle lavoratrici e dei lavoratori è arrivata con lo sciopero del 7 luglio, proclamato per difendere il contratto integrativo e chiedere il ripristino di corrette relazioni sindacali.
Nel successivo incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Uilm, insieme a Fim e Fiom, ha ribadito la necessità di riaprire un confronto serio e senza condizioni preventive, capace di restituire certezze ai lavoratori e una prospettiva stabile allo stabilimento.
Il dialogo è indispensabile, ma deve produrre risultati concreti. Non può diventare uno strumento per rinviare le decisioni o chiedere ai lavoratori di rinunciare alle conquiste ottenute negli anni.

LA UILM PRIMA NELLE ELEZIONI RSU E RLS
La posizione della Uilm è stata rafforzata anche dall’esito delle ultime elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali e dei lavoratori per la sicurezza.
La Uilm è risultata la prima organizzazione nello stabilimento, ottenendo complessivamente cinque delegati tra RSU e RLS. Un risultato importante, che premia il lavoro quotidiano svolto nei reparti, la presenza costante accanto alle persone e la capacità di rappresentare con chiarezza le loro richieste.
Il voto conferma che una parte significativa delle lavoratrici e dei lavoratori chiede una rappresentanza forte, autonoma e determinata. È una responsabilità che la UILM intende esercitare rafforzando il confronto con gli iscritti e portando nei tavoli negoziali le esigenze reali della fabbrica.

DIFENDERE IL CONTRATTO, COSTRUIRE IL FUTURO
La vicenda della Cogne supera i confini aziendali. Difendere lo stabilimento significa salvaguardare oltre un secolo di storia industriale, professionalità, sviluppo economico e coesione sociale.
La Uilm continuerà a sostenere tutte le iniziative necessarie per riaprire la trattativa, difendere il contratto integrativo e costruire relazioni sindacali fondate sul rispetto reciproco.
La competitività non può essere raggiunta riducendo unilateralmente diritti e salario. Deve essere costruita attraverso investimenti, innovazione, qualità del lavoro e partecipazione.
La Cogne ha un futuro se saprà valorizzare il patrimonio rappresentato dalle sue lavoratrici e dai suoi lavoratori. La Uilm continuerà a fare la propria parte affinché quel futuro sia industrialmente solido e socialmente giusto.

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