Care lavoratrici e cari lavoratori,
la situazione della trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Federmeccanica-Assistal si è molto complicata. Nonostante tutte le iniziative messe in campo, gli scioperi e il blocco delle flessibilità, l’irrigidimento delle relazioni industriali, la controparte non riesce a uscire da una condizione di stallo in cui si è rinchiusa.
In queste ore si riuniranno per capire se ci sono le condizioni per riprendere il confronto, che come sapete dipende dalla disponibilità di Federmeccanica e Assistal di discutere con noi del salario sulla base delle regole che ci siamo dati in questi anni, così come abbiamo proposto nella nostra piattaforma chiedendo un incremento di 280 euro sui minimi nel triennio.
Come sapete, la nostra cifra non si basa solo sull’inflazione, proprio perché pensiamo che ci sia la necessità di far crescere i salari dei lavoratori metalmeccanici e di far ripartire la nostra economia restituendo il giusto potere d’acquisto alle famiglie dei lavoratori stessi.
Senza un reale aumento dei salari, come possono le persone comprarsi i beni prodotti dall’industria? Come ho sempre detto, il problema dell’automotive non è legato soltanto al costo delle auto elettriche, perché purtroppo in Italia la classe media non ha le disponibilità economiche per acquistare nemmeno un’auto endotermica.
Aumentare i salari dei lavoratori è necessario per dare una spinta importante ai consumi e invertire la rotta della crisi in cui ci troviamo.
Allo stesso modo la richiesta di iniziare a sperimentare la riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali è fondamentale per gestire la transizione ecologica e digitale e l’intelligenza artificiale. Il mondo del lavoro in Europa e non solo va in questa direzione e noi siamo sempre stati innovatori, abbiamo sempre avuto nei rinnovi contrattuali una visione di futuro. Per queste ragioni non possiamo indietreggiare di un millimetro e se nelle prossime ora non ci saranno novità positive da parte di Federmeccanica e Assistal, siamo già pronti a mettere in campo ulteriori e più incisive iniziative di scioperi e grandi manifestazioni.
A proposito di intelligenza artificiale, mercoledì scorso abbiamo tenuto a Roma al centro congressi di via Rieti un Convegno formativo proprio su questo tema affidandoci all’ufficio tecnico della Uil guidato da Francesco Maria Gennaro. È stata una mattinata di confronto e di studio molto interessante, come ho avuto modo di constatare da molti di voi. La tematica non è nuova per noi metalmeccanici, anzi. L’abbiamo introdotta già nell’ottobre del 2023 a Napoli durante la nostra Assemblea nazionale e l’abbiamo ripresa in più occasioni. Era quindi arrivato il momento di fare un approfondimento sull’argomento dell’intelligenza artificiale perché siamo sempre più convinti che conoscere lo strumento sarà fondamentale per non subirlo, ma per guidarlo o gestirlo da protagonisti.
La sensazione che ho avuto è che sia stata una esperienza molto positiva e formativa per tutti noi. Avete partecipato in oltre duecento e non era facile mantenere l’attenzione costante, ma non solo ci siamo riusciti per quanto molte sono state le domande e le curiosità che hanno animato il dibattito. Sono convinto che questo sia solo l’inizio di un percorso che vogliamo intraprendere per aumentare conoscenza e competenza tra i lavoratori metalmeccanici.
Per quanto riguarda poi tutte le crisi aziendali, siamo sempre in prima linea per provare ad arrivare alla risoluzione dei problemi. L’ex Ilva è in una fase molto delicata della gara di assegnazione ad un nuovo acquirente. Ministro e commissari stanno valutando le offerte e i rilanci di alcuni Gruppi industriali interessati. Abbiamo chiesto un incontro a Palazzo Chigi per essere aggiornati sulla situazione e siamo in attesa di avere al più presto una risposta. Ci auguriamo che questa volta il Governo voglia tenere conto delle richieste sindacali scegliendo un Gruppo industriale in grado di tutelare la produzione, l’ambiente e l’occupazione. Per fare questo il nostro coinvolgimento sarà fondamentale.
I risultati disastrosi di Stellantis dimostrano che la strada intrapresa richiede una rapida correzione, poiché l’idea di puntare esclusivamente e frettolosamente sull’elettrico si è rivelata fallimentare. Dobbiamo invertire la attuale dinamica che sta riducendo ai minimi termini la produzione e quasi fermando del tutto alcuni stabilimenti, come Cassino e Modena. Stellantis deve lanciare al più presto una gamma competitiva di vetture non solo elettriche ma anche ibride, l’Unione europea deve cancellare il sistema perverso delle multe e accettare la libertà di scelta dei consumatori, il Governo italiano deve sgravare il costo dell’energia che oramai è una vera e propria zavorra per la nostra manifattura.
I pessimi risultati di bilancio inevitabilmente hanno influito anche sul premio di risultato. Nella trattativa di rinnovo del Contratto collettivo specifico di Lavoro chiederemo un aggiornamento. Oltre il tavolo automotive fissato l’11 marzo al Mimit, è necessario un confronto anche alla Presidenza del Consiglio, come chiediamo da tempo.
In questo numero affrontiamo anche il tema del Clean Industrial Deal approvato dalla Commissione europea il 26 febbraio e alla base della protesta che abbiamo messo in campo a Bruxelles il 5 febbraio scorso. Un piano che sicuramente ha buone intenzioni, ma che rischia di rimanere tale senza interventi concreti di sostegno economico all’industria europea.
Buona lettura!
