Federmeccanica compie 50 anni e “festeggia” con una congiunturale positiva  

Il 15 settembre 1971 nasceva Federmeccanica e per l’occasione il 15 settembre scorso, presso l’hotel Nazionale, sono stati presentati il progetto Competere e la 159esima indagine congiunturale. Il Segretario generale Uilm, Rocco Palombella, ha preso parte all’evento a cui hanno partecipato anche altri leader sindacali e alcuni giornalisti dei più importanti quotidiani nazionali.
Il presidente di Federmeccanica, Federico Visentin, il vicepresidente alla Cultura d’Impresa e Comunicazione Diego Andreis, il direttore generale, Stefano Franchi, si sono ritrovati per fare il punto sul ruolo di Federmeccanica nella vita industriale del Paese, sulla situazione attuale dell’economia grazie ai dati dell’ultima Indagine Congiunturale e, soprattutto, parlare del futuro della metalmeccanica che rappresenta l’8% del Pil nazionale, il 50% delle esportazioni e contribuisce per più del 40% alla creazione del valore aggiunto dell’Industria italiana.

Rocco Palombella alla presentazione dell’analisi congiunturale di Federmeccanica

PROGETTO COMPETERE
In occasione di questa importante ricorrenza, è stato presentato il Progetto Competere che intende “progettare”, appunto, il “nuovo lavoro” e la “nuova impresa”. Questo significa, da un lato, intervenire in maniera decisa su problemi che da troppo tempo ci portiamo dietro come il cuneo fiscale, che va abbattuto, mentre dall’altro mettere le basi per gestire il cambiamento, ad esempio creando le competenze che serviranno alle imprese nel futuro e sostenendo il tessuto metalmeccanico, sia con interventi in grado di produrre effetti nell’immediato, come gli incentivi per il 4.0 e le azioni da mettere in campo per la carenza (e l’eccessivo costo) delle materie prime, sia con misure che abbiano un lungo respiro, come le politiche industriali utili per gestire la transizione tecnologica ed ecologica.

DATI POSITIVI
I dati che emergono dall’ultima rilevazione congiunturale, la 159esima, realizzata dal centro studi di Federmeccanica ci offrono un quadro chiaro della situazione attuale. Nella prima metà dell’anno in corso, il settore metalmeccanico ha evidenziato significativi segnali di miglioramento, in linea con i progressi realizzati da giugno 2020. In particolare, nei mesi più recenti si sono recuperati integralmente i volumi di produzione che si realizzavano prima dello scoppio della pandemia: nel secondo trimestre la crescita della produzione è stata del 2,1% t/t e del 47% a/a (ma il dato risente della diffusa chiusura delle aziende nel mese di aprile 2020); confrontando il periodo aprile-giugno di quest’anno con gennaio-febbraio 2020, mesi precedenti lo scoppio della pandemia, si registra una crescita dell’1,5%. Complessivamente, nel primo semestre la crescita dei volumi su base annua è del 29,9%, sostanzialmente in linea con i primi sei mesi del 2019 (-0,8%): un miglioramento diffuso a tutte le attività dell’industria metalmeccanica, seppur con tassi fortemente differenziati.

MENO CASSA INTEGRAZIONE
Al miglioramento dell’attività produttiva ha fatto seguito un minor ricorso alla cassa integrazione e un’inversione delle tendenze negative delle dinamiche occupazionali tra le imprese con più di 500 dipendenti (+1,2% a giugno 2021 rispetto a dicembre 2020). Con riferimento alle aspettative a breve, dall’indagine emergono prospettive di ulteriori recuperi di attività produttiva, sebbene permanga un clima d’incertezza connesso all’evoluzione pandemica alla dinamica dei prezzi delle materie prime e alla loro disponibilità. Il 47% degli intervistati dichiara un portafoglio ordini in miglioramento, il 37% prevede incrementi di produzione e il 26% ritiene di dover aumentare i livelli occupazionali nei prossimi sei mesi (al contrario, il 7% pensa di doverli diminuire).

PREZZI DELLE MATERIE PRIME
L’aspetto che pone maggiori preoccupazioni è legato all’impatto della dinamica dei prezzi delle materie prime sull’attività aziendale e alla loro disponibilità sul mercato: il 93% delle imprese intervistate ha risentito del rincaro dei prezzi di metalli e semilavorati in metallo rispetto al precedente 84%. Il 72% dichiara difficoltà di approvvigionamento, dovute principalmente alla loro scarsità e al significativo allungamento dei tempi di consegna. Da ciò potrebbe derivare un’interruzione dell’attività produttiva nel 21% delle imprese rispetto al precedente 14%. Due imprenditori su tre (64%) ritengono che la tendenza rialzista dei prezzi potrebbe durare anche nei prossimi mesi.
“Purtroppo da anni – ha commentato Palombella – paghiamo il prezzo della mancanza di politiche industriali che ha reso il nostro Paese dipendente dalla produzione di altri Stati, sia per quanto riguarda le materie prime, come l’acciaio, che i semiconduttori. Questa nuova fase può diventare un’opportunità se si faranno gli investimenti necessari a sviluppare un sistema industriale all’avanguardia, ecologicamente sostenibile e tecnologicamente avanzato. Abbiamo la possibilità di rivalutare il fabbisogno industriale e investire in modo mirato per rendere il nostro Paese autosufficiente”

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