Riello delocalizza: a casa tutti gli operai, ma l’azienda è sana

di Riccardo Nunziato

Il 1° di settembre l’azienda ci ha convocato in confindustria di Pescara, comunicandoci che dal pomeriggio stesso avrebbe avviato la procedura di licenziamento per 71 lavoratori su 90. Solo per i 19 che si occupano di ricerca e sviluppo ci sarebbe stata la possibilità di un eventuale trasferimento a Lecco.
In Italia la Riello mantiene una sede di sviluppo a Lecco e altri due sedi di produzione a Volpago e Legnago in Veneto.

LA DECISIONE DELL’AZIENDA
La Riello nel 2017 è stata acquisita dalla multinazionale Carrier con sede a Palm Beach in Florida. La decisione di delocalizzare non è dettata dalla crisi, ma da un risparmio sul costo del lavoro del 20%, dando un prezzo ai lavoratori e alle loro famiglie. La produzione sarebbe spostata nelle due sedi del Veneto e l’assemblaggio nella loro sede in Polonia.
Dopo aver impugnato i licenziamenti, abbiamo spostato il tavolo della trattativa alla Regione Abruzzo, che il 15 settembre con la Giunta al completo ha provato in tutti i modi a far cambiare idea alla delegazione aziendale, sono stati offerti sgravi fiscali, incentivi e tutto il necessario affinché l’azienda tornasse indietro sulle proprie decisioni, ma tutto questo non ha fatto cambiare la volontà che è stata ribadita: “il sito di Pescara sarà chiuso”.

IN ATTESA DI CONVOCAZIONE
Aspettiamo che il Mise ci convochi per spostare la vertenza ancora più in alto. La nostra regione Abruzzo è duramente colpita dalle decisioni di delocalizzazioni, con una perdita occupazionale importante. Pur sapendo che le multinazionali non cambiano idea sulle loro decisioni, le organizzazioni sindacali con i lavoratori proseguiranno nelle loro manifestazioni, con presidi e incontri istituzionali che possano dare una speranza di mantenere il sito di Pescara dove merita.
Aggiungo che il nostro sito ha fatturato 13 milioni nel 2020, gli altri due siti in Veneto insieme hanno raggiunto un fatturato di 14 milioni. Sarebbe come amputare l’arto migliore.

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