Esecutivo straordinario IndustriAll Europe: uniti contro la Guerra

di Chiara Romanazzi

Il 17 marzo si è svolta da remoto la riunione straordinaria del Comitato Esecutivo di IndustriAll Europe per discutere dell’emergenza determinata dalla guerra e di ciò che il sindacato europeo è chiamato a fare.
Dagli interventi che si sono avvicendati durante la riunione sia da parte dei sindacati in tutta Europa che da IndustriAll Europe, è emersa una condanna unanime dell’attacco da parte della Russia nei confronti dell’Ucraina e la volontà di continuare ad accogliere chi scappa dalla guerra. Ovviamente i Paesi che registrano un maggior numero di profughi sono quelli limitrofi all’Ucraina: Polonia (2 milioni), Romania (470mila), Ungheria (400mila), Repubblica Ceca (270mila) e Slovacchia (230mila).

AGEVOLARE L’ACCOGLIENZA
Nei vari Paesi sono state adottate delle misure che agevolano l’arrivo e l’accoglienza dei profughi. Ad esempio, in Polonia il governo ha messo a disposizione dei rifugiati ucraini le seconde classi dei treni i cui viaggi vengono offerti gratuitamente; in Ungheria è stata sospesa la politica migratoria rigorosa degli anni passati in modo che i rifugiati ucraini possano arrivare più facilmente; in Repubblica Ceca sono state attuate delle misure che permettono l’istruzione dei bimbi ucraini.
Da tutti gli interventi è emersa una dimostrazione di grande solidarietà nei confronti del popolo ucraino che si manifesta sia con le raccolte fondi che con l’invio di aiuti umanitari. Tra le preoccupazioni registrate è emersa quella derivante dalla dipendenza al 100% dal gas e dal petrolio russo, dagli alti tassi di inflazione (la maggiore di tutte quella turca al 55%) con il relativo crollo del potere d’acquisto e l’alto prezzo del carburante (come in Italia e in Francia che si attesta ai 2 euro e 20 centesimi al litro).

Chiara Romanazzi e Rocco Palombella

CONSEGUENZE DEL CONFLITTO
Dal dibattito è inoltre scaturito che la principale conseguenza del conflitto per l’economia europea è l’impennata dei prezzi dell’energia e che i prezzi dell’elettricità rimangono legati a quelli del gas. I prezzi dell’energia e delle materie prime hanno un grande impatto su molti settori industriali: metalli di base, automotive, cantieristica navale, aerospazio. Per quanto riguarda il nickel, la Russia copre il 22-30% dei bisogni europei, considerando anche che alcune raffinerie in Europa sono russe, come quelle in Finlandia e Germania.
Anche sull’automotive europeo si registrano degli impatti a causa di interruzioni nella fornitura di componenti chiave, ad esempio i cablaggi come segnalato negli stabilimenti della Volkswagen, Stellantis, BMW e Daimler. Attualmente, le case automobilistiche hanno istituito delle task force per far fronte alla situazione attuale. L’aumento dei prezzi dei metalli (come l’alluminio, il nickel, il palladio e il minerale di ferro) e l’aumento dei prezzi dell’energia portano a un’escalation dei costi che potrebbe avere un impatto molto pesante sulle vendite e sull’inflazione in Europa.
Il gruppo automobilistico più esposto alle interruzioni di produzione è il Gruppo Renault. Ha tre stabilimenti operanti in Russia e una quota di mercato del 28%. Renault ha dovuto interrompere la produzione nel suo stabilimento di Mosca (aperto nel 2005), mentre la situazione degli altri due stabilimenti russi ci è sconosciuta.

FRONTE COMUNE
Nel corso della riunione si è convenuti tutti sulla necessità di dover avere una voce unita per lottare per la pace, per arrivare immediatamente a una soluzione negoziale che ponga fine al conflitto. IndustriAll Europe ha comunicato di stare lavorando su una dichiarazione forte che si concentra sulla pace e la solidarietà collettiva e di dover pianificare delle azioni europee a favore della pace. Anche i cae stanno facendo la loro parte. Difatti, IndustriAll Europe ha raccolto le iniziative intraprese dai comitati aziendali europei che hanno espresso sostegno ai lavoratori e cittadini ucraini. Sono state raccolte informazioni dai cae di Basf, Volkswagen, Stellantis, EDF, Safran, Electrolux, Engie, Colgate, Wabco e Scania. A livello di dichiarazioni politiche, i vari cae hanno espresso un’unanime condanna della guerra di Putin, solidarietà agli ucraini, appello per la pace, la negoziazione e la descalation, solidarietà ai lavoratori dei paesi limitrofi all’Ucraina e solidarietà ai russi che sono stati arrestati per aver manifestato a favore della pace.
A livello di azioni concrete, i cae stanno partecipando alle varie raccolte fondi a favore dei cittadini ucraini a sostegno delle ONG, con il supporto del management. Stanno inoltre inviando materiale di prima necessità in Ucraina e hanno istituito un comitato di monitoraggio dedicato tra il comitato ristretto del Cae e la Direzione aziendale.
Inoltre, i cae hanno fatto appello al management di interrompere la produzione e l’esportazione in Russia, di proteggere i dipendenti in Ucraina, tutelando il loro salario nonostante l’interruzione della produzione e di contribuire agli sforzi umanitari.
Infine, per quanto riguarda IndustriAll Europe, durante lo svolgimento della riunione del comitato esecutivo è stato presentato il progetto di creazione di un osservatorio per l’Ucraina.  Si tratta di una banca dati che il sindacato industriale europeo metterà a disposizione di tutte le sue affiliate, le quali provvederanno a dare informazioni in merito agli impatti socio economici della crisi, alle conseguenze delle sanzioni sulle aziende, all’impatto sulla contrattazione collettiva. 

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