La resilienza di Leonardo e la sfida per la divisione Aerostrutture

di Bruno Cantonetti

Trascorsi pochi giorni dai dati della trimestrale resa nota dal cda del 5 novembre scorso ci piace rammentarne i tratti caratteristici che pur trattandosi di numeri hanno contrassegnato e qualificato questi mesi di attività molto spesso portata avanti da tutti con fatica, sicuramente con tanta determinazione.

    Solida posizione finanziaria
–    Progressi verso il raggiungimento della Guidance 2020 e piena fiducia nei fondamentali del business
    Buona performance nei primi nove mesi

L’elevato mix di attività militare/governativo si è rivelata la solida base che ha consentito di sostenere l’impatto di una pandemia che ha evidenziato la solidità del Gruppo Leonardo costruita col giusto amalgama fra resistenza, competenza e attaccamento di tutti i lavoratori anche nei momenti di maggiore difficoltà.

L’IMPATTO DELLA PANDEMIA
Gli effetti della pandemia hanno però prodotto una contrazione notevole in un comparto produttivo importante, quello delle Aerostrutture, facendo emergere anzitempo alcune criticità legate a scelte industriali del recente passato che avevano separato irrevocabilmente un comparto, quello civile da quello militare, mettendo in evidenza i limiti di un modello industriale manifatturiero che aveva ragione di esistere all’interno di una società, la ex Alenia, come complemento alle produzioni militari e che invece dopo la separazione ha iniziato a mostrare difficoltà su cui si stava intervenendo con investimenti e modifiche organizzative. Dovremo però affrontare con buonsenso e consapevolezza una fase di confronto con un obiettivo comune: assicurare continuità produttiva al comparto che comunque non può fermarsi e disegnare un futuro industriale a un settore che vede coinvolti direttamente circa 5mila lavoratori dislocati nei siti produttivi di Foggia, Grottaglie, Nola, Pomigliano, incidentalmente collocati in un’area geografica che già di suo evidenzia notevoli difficoltà.

CONSAPEVOLEZZA
E BUONSENSO
Siamo convinti che nel management di Leonardo sia presente una buona dose di consapevolezza del problema, e la riprova è rappresentata dalla recente modifica organizzativa che ha istituito una Direzione generale che rappresenta in modo significativo il bisogno di ricreare le sinergie che erano state interrotte evitando che una fase delicata come quella che si sta vivendo possa diventare l’inizio di una desertificazione industriale che la One Company Leonardo non può permettersi.
E’ importante però fare ricorso a una grande dose di buonsenso, poiché deve essere chiaro che il percorso per gestire questa fase delicata dovrà essere condiviso con i lavoratori, facendoli sentire costantemente parte del Gruppo Leonardo, perché la Leonardo One Company incarna un pezzo importante delle competenze che in tutta la filiera dell’Aerospazio sono presenti nel nostro Paese.
Il progetto di evoluzione industriale sarà la piattaforma su cui si potranno inserire e manovrare gli strumenti per gestire un periodo di tempo che secondo gli analisti sarà presumibilmente lungo, ma che dovrà essere utilizzato come opportunità per crescere industrialmente. Facendo sentire tutti partecipi di questo progetto.

SERVE UN PIANO INDUSTRIALE
Sarà fondamentale quindi scegliere attentamente gli strumenti da utilizzare, e questa è la grande responsabilità che la Uilm tutta ritiene fondamentale per la sopravvivenza di questo comparto: predisporre rapidamente un piano industriale che possa tracciare un percorso di sostegno e sviluppo che possa assorbire tutte le competenze oggi disponibili.
Questo sarà il vero banco di prova che potrà consentire al Gruppo di proseguire nel percorso di consolidamento della One company e di espansione del business che anche in un momento di difficoltà si è riusciti a preservare.
La Uilm è consapevole della sfida e siamo convinti che ci siano tutti gli elementi utili a trovare una soluzione dignitosa e sostenibile.

 

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