La sicurezza sul lavoro nel XVII Congresso Nazionale

di Andrea Farinazzo

Il 4-5-6 ottobre presso l’Hotel Ergife di Roma si è svolto il XVII Congresso Nazionale della Uilm. “Con noi per gestire il cambiamento e per il lavoro sicuro” è stato lo slogan che ha accompagnato il Congresso durante le tre giornate fitte di interventi e di spunti utili anche per la miglior applicazione della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Abbiamo presentato un nuovo opuscolo informativo sulla sicurezza sul lavoro, inerente al comparto metalmeccanico e che al suo interno ha aggiornamenti in merito alla Legge 215/21 circa le novità sulla figura di preposto e datore di lavoro; formazione e addestramento; sui nuovi Decreti ministeriali antincendio che riguardano la valutazione rischio incendio, l’idoneità tecnica antincendio e le manutenzioni.

SICUREZZA AL CENTRO
La sintesi degli interventi emersi da tutti i territori e dal nostro Segretario generale, Rocco Palombella, è che il ruolo della rappresentanza per le lavoratrici e i lavoratori, in termini di diritti di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, è un punto centrale della nostra azione e una sfida per il futuro. Dovremo infatti proseguire l’opera di rafforzamento e supporto alla nostra rete di RSU e RLS. La campagna Zero Morti sul Lavoro lanciata dalla Uil ha posto questo tema all’attenzione di tutti in Italia e in Europa, iniziando a ottenere importanti provvedimenti dal governo, ma ancora insufficienti. Non ultimo il protocollo siglato il 26 maggio tra ministero del Lavoro, ministero della Pubblica istruzione, Ispettorato Nazionale del Lavoro e INAIL per un percorso di sicurezza sul lavoro nelle scuole senza la presenza delle organizzazioni sindacali.
Ci aspettiamo, invece, il coinvolgimento concreto delle Confederazioni sindacali nella sua realizzazione, così come ci aspettiamo di essere coinvolti nella stesura e sottoscrizione dei protocolli che si realizzeranno con le grandi imprese, per le opere finanziate dal PNRR.

FORMAZIONE NELLE SCUOLE
La formazione nelle scuole ai futuri lavoratori e alle future lavoratrici, deve essere una pratica della prevenzione. Solo insieme potremo realizzare quel cambiamento culturale e quella azione di tutela per difendere la salute e la vita delle persone sul lavoro.
Di leggi in materia di sicurezza sul lavoro ce ne sono e basterebbe applicarle, non ultima la Legge 215/21 che imponeva la designazione del preposto nelle aziende con relativa formazione aggiuntiva per accrescere il valore pratico alla mansione, ma soprattutto per la prima volta un percorso di informazione e formazione per il datore di lavoro in materia di sicurezza sul lavoro.
A oggi la Legge è inapplicabile in quanto la Conferenza Stato-Regioni non si è ancora pronunciata sulle modalità di erogazione di suddetta formazione.

IL FUTURO DELLA SICUREZZA
Abbiamo ancora molta strada da fare, la sicurezza deve diventare parte integrante di ogni attività e non un artificio o peggio un fardello. Deve essere integrata con il sistema aziendale così da contribuire significativamente a un positivo e produttivo clima organizzativo.
Basta con l’approccio di solo utilizzo di documenti e incartamenti, bisogna che ci siano più controlli efficaci da parte dello Stato e dove non ci sono le condizioni bisogna fare in modo di sospendere le attività come lo dice la Legge 215/21.
Indispensabile è la formazione dei datori di lavoro i quali andrebbero assistiti per sanare quella diffusa mancanza di conoscenza della materia; occorre verificare nel mondo dei consulenti della sicurezza sul lavoro chi effettua la vera formazione e chi redige documenti validi al processo dell’azienda in materia di sicurezza sul lavoro; per ultimo, ma non di minor importanza, la questione dell’Inail che dal 2010 eroga un finanziamento annuale a fondo perduto (Bando Isi) per rimborsare dal 50 al 65% delle spese le aziende che investono in sicurezza, ad esempio sostituendo attrezzature vecchie e pericolose, eliminando l’amianto dalle strutture o migliorando i sistemi di protezione per le cadute o, ancora, mettendo in sicurezza le macchine agricole. 

La sicurezza vera richiede cura, qualità, approfondimento e il rispetto delle leggi vigenti: tutto questo si chiama prevenzione. Se non puoi farlo in sicurezza, non farlo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *