Whirlpool: Governo dichiari il settore degli elettrodomestici strategico e intervenga

All’incontro convocato il 28 settembre dal Ministero dello Sviluppo economico, su richiesta delle organizzazioni sindacali, Whirlpool ha addirittura scelto di non presentarsi e si è limitata a inviare una scarna comunicazione scritta, che in sostanza rimanda a dopo il 21 ottobre.
“Si tratta di un comportamento grave verso i lavoratori e verso le Istituzioni, che conferma una linea di disimpegno e che fa presagire il peggio”, dichiara Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore degli elettrodomestici.

ASSENZA OFFENSIVA
“La assenza della multinazionale – argomenta Ficco – è offensiva non solo verso i lavoratori, ma anche verso le Istituzioni italiane, tanto più se si considera che hanno presieduto l’incontro i Ministri Giancarlo Giorgetti e Andrea Orlando. La comunicazione di Whirlpool si è limitata a confermare che è in corso una revisione strategica della loro presenza in Europa e che possibili aggiornamenti si potranno avere solo dopo le comunicazioni agli azionisti, vale a dire dopo il 21 ottobre”. 

PASSAGGIO DI CONSEGNE
Ai Ministri è stato chiesto di istruire un dossier da trasmettere al prossimo Governo, facilitando e velocizzando quel passaggio di consegne che troppe volte ha implicato tempi lunghi, incompatibili con quelli della vertenza Whirlpool. Più in particolare, si è chiesto al Governo subentrante di varare una politica di settore che salvaguardi l’industria degli elettrodomestici dalla crisi incipiente e che aiuti a stanare la multinazionale, per sapere se cederà le sue attività e a chi.
“Soprattutto – aggiunge Ficco – dobbiamo conoscere il piano industriale di Whirpool e del potenziale acquirente. Nel caso in cui si trattasse di un piano inaccettabile per l’Italia, chiederemmo al Governo di intervenire anche con i poteri speciali che la legge gli riconosce a protezione dei settori strategici. In una nazione povera di materie prime come la nostra, pensiamo difatti che tutta l’industria manifatturiera ed esportatrice sia da ritenere e formalmente qualificare come strategica”.

ALLA MULTINAZIONALE
“Alla multinazionale invece – conclude Ficco – diciamo che i sindacati dei lavoratori chiedono non solo di conoscere la realtà delle cose, ma di aprire un confronto, in mancanza del quale dobbiamo mettere in campo reazioni adeguate. Siamo in una fase cruciale della storia di Whirlpool in Italia e faremo tutto ciò che possiamo, verso la multinazionale e il Governo, per chiedere che la voce dei lavoratori venga ascoltata, che la continuità produttiva e l’occupazione siano salvaguardate”.

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