Leonardo, una sfida da vincere

di Giuseppe Danza

La crisi generata dall’emergenza epidemiologica non ha risparmiato nemmeno il mondo dell’aerospazio: colossi come l’americana Boeing o la francese Airbus si sono visti costretti a sospendere le attività produttive in diversi stabilimenti. Molti i posti di lavoro a rischio a causa del blocco dei voli e, conseguentemente, degli ordini di velivoli da parte delle compagnie aeree. Anche la Leonardo soffre la crisi del mercato con cali di produzione un po’ ovunque, in particolar modo nelle divisioni Velivoli e Aerostrutture. Ancora tutt’oggi il traffico aereo si è drasticamente ridotto e ci sarà da attendere la famigerata “seconda ondata” del coronavirus nel prossimo autunno per rivedere le stime e riprogrammare la produzione.

SETTORE STRATEGICO PER IL PAESE
Mentre i big dell’aeronautica nel mondo bloccavano la produzione, in Italia la Leonardo teneva duro: mentre i vari decreti e le varie restrizioni susseguitisi nel mese di marzo mettevano il Paese in “lockdown”, mentre le immagini dei camion carichi di salme a Bergamo sfilavano tra il silenzio assordante di una città in ginocchio, mentre il Papa pregava in una piazza S.Pietro deserta in cui il grande vuoto era colmato “solo” dalla speranza di milioni di Italiani, i lavoratori della Leonardo erano tra i pochissimi del panorama industriale italiano a recarsi a lavoro ogni giorno poiché ritenuto “strategico” il settore aerospazio e difesa per il Paese, come da DPCM del 22 marzo. Nessuna fermata, nessun ricorso all cassa integrazione, ma la produzione è proseguita senza sosta seppur con una presenza di operai ridotta al 30% e con migliaia di tecnici e ingegneri in smartworking.

PROTOCOLLO AZIENDALE ANTI COVID
La Leonardo per prima, il giorno successivo al protocollo di contenimento del contagio da Covid-19 siglato dalle parti sociali il 14 marzo, ha stipulato un protocollo aziendale insieme a Uilm, Fim e FIiom per definire tutte le misure di sicurezza a tutela dei lavoratori: dotazioni di guanti, mascherine e gel igienizzante sono state distribuite in tutti i siti a tutto il personale presente (interno ed esterno), misurazione della temperatura corporea a tutto il personale in ingresso nei siti con corsie separate per ingresso e uscita ed igienizzazioni periodiche degli ambienti di lavoro. Per ovviare al problema degli assembramenti si è deciso di dare flessibilità sugli orari in entrata e in uscita ai dipendenti, è stato limitato il servizio di ristorazione aziendale e si è stabilito, di concerto con i Sindacati, di mantenere una presenza bassa di personale grazie allo smartworking e all’utilizzo di permessi per il personale non remotizzabile, quali le 64 ore per “visita specialistica” previste dal Contratto Integativo Leonardo e ulteriori 40 ore di “festività smonetizzate”, individuando 5 festività durante il 2020 cadenti di sabato/domenica in aggiunta alla festa patronale (ove possibile) da poter utilizzare sotto forma di permessi retribuiti durante i giorni feriali. Inoltre, per far sì che vi fosse una gestione ottimale delle misure di contenimento in tutti i siti, si è stabilito che fossero costituiti i c.d. “Comitati Covid” in ogni stabilimento, composti da R.S.U., R.L.S., Direzione aziendale, R.S.P.P. e medico aziendale. Le proposte pervenute dai rappresentanti sindacali durante le riunioni periodiche dei Comitati Covid hanno fatto sì che in tutti i siti della Leonardo non vi fosse un solo focolaio pur proseguendo nell’attività produttiva, dimostrando ampiamente che la cooperazione tra Sindacato e Azienda permette sempre di raggiungere l’obiettivo, soprattutto in momenti critici come quello ancora in corso.

DIVISIONE AEROSTRUTTURE E FERMATE COLLETTIVE
Mentre in altre Divisioni del Gruppo sembra non avvertirsi molto la crisi, il settore aeronautico sta attraversando un periodo buio dal quale sembra ancora distante la via d’uscita: da un lato la Divisione Velivoli in cui il programma JSF continua il suo trend in aumento della produzione, così come già previsto dai precedenti piani produttivi, dall’altro una profonda crisi nella Divisione Aerostrutture per via del blocco sul traffico aereo. Foggia in particolar modo raddoppia la produzione dopo la comunicazione da parte dell’americana Lockeed di voler fermare la fabbricazione del velivolo nell’impianto statunitense e di rendere il sito foggiano prime contractor per la fornitura dell’ala e della sezione centrale del caccia militare di ultima generazione. D’altro canto, programmi come ATR, AIRBUS e BOEING 787 stanno subendo contrazioni che mettono in serio pericolo gli stabilimenti pugliesi e campani. Una crisi senza precedenti quella generata dalla crisi di mercato prima e dall’emergenza sanitaria tutt’ora in corso. Per questo motivo lo scorso 9 giugno, durante un incontro in remoto tra Segreterie Nazionali, R.S.U. e i vertici aziendali, si è stabilito, al fine di evitare il ricorso a strumenti come la cassa integrazione, un piano di fermate collettive che prevede circa 21 giornate aggiuntive di fermate collettive per i siti di Foggia, Nola e Pomigliano, oltre alle chiusure già programmate con le R.S.U. nei mesi precedenti, 31 giorni invece per Grottaglie. Inoltre vi sarà uno spostamento di risorse in trasferta verso altre divisioni, in particolar modo a Grottaglie dove la crisi produttiva, generatasi già in fase pre-Covid, si è accentuata maggiormente in conseguenza dell’emergenza sanitaria.

787 E IL CASO GROTTAGLIE
Segnali allarmanti giungono dal sito di Grottaglie in provincia di Taranto, dove da 14 anni si producono due sezioni di fusoliera per il Boeing 787 Dreamliner. Questo stabilimento, fiore all’occhiello della Leonardo per la tecnologia e l’innovazione, come più volte denunciato dalla R.S.U. UILM di sito e dalla Segreteria Territoriale, nonché dalla Segreteria Nazionale, soffre il fatto di essere uno stabilimento monoprogramma e per questo da anni la UILM ritiene che occorrano programmi industriali aggiuntivi, poiché un solo programma non permette di mantenere la completa saturazione delle linee produttive per molto tempo. La risposta non ha tardato ad arrivare, con la richiesta di Boeing giunta a fine 2019 di passare da 14 a 12 serie/mese di produzione. Subito dopo la comunicazione del passaggio a 10 serie/mese, comportando una perdita di lavoro di circa il 30%. Dopo la crisi generata dall’emergenza sanitaria la Boeing ha già comunicato il passaggio nel 2021 a 8 serie/mese, segnando una perdita di circa il 43% di produzione nel giro di qualche mese. Intanto lo stabilimento osserverà uno stop della produzione dal 6 agosto fino a fine mese, nella speranza che la ripresa del confronto a settembre possa aprire la strada nuovi scenari.
La preoccupazione per lo stabilimento pugliese ha spinto la Segreteria UILM di Taranto e la R.S.U. UILM di sito ad organizzare un evento pubblico tenutosi lo scorso 24 luglio e che ha visto una massiccia partecipazione da parte di istituzioni, autorità, lavoratori e cittadini. L’evento, al quale hanno partecipato il direttore delle Operations Rosini e il Segretario Generale UILM Rocco Palombella, ha acceso i riflettori sul sito di Grottaglie ponendosi come obiettivo la solidità occupazionale del territorio e la tenuta delle prospettive dello stabilimento.

RILANCIO DELL’AEROSPAZIO: LEONARDO AGGREGATORE DI FILIERA
Dopo l’esito positivo degli ultimi incontri in cui i suggerimenti dei Sindacati e la disponibilità aziendale nel venire incontro alle esigenze dei lavoratori hanno generato un clima di speranza più che positivo in questo triste momento, per la Uilm è “Importante sottolineare che ancora una volta – si legge nel comunicato nazionale del 29 giugno – è stata riaffermata l’importanza e  la solidità di soluzioni condivise fra Azienda e OO.SS. e grazie a questo modello si è riusciti a gestire con equilibrio anche i momenti più critici della pandemia.” La coesione tra i lavoratori potrebbe essere il nuovo modello per la gestione dei momenti critici e rendere la Leonardo una società ancor più solida. Infatti per la UILM è “Fondamentale in questa fase – prosegue il comunicato UILM – continuare nella stessa direzione e con altrettanta forza continueremo a chiedere il rilancio di un settore, quello dell’Aerospazio, valorizzando non solo le tante competenze interne, ma facendo proseguire il percorso intrapreso dalla Leonardo, diventare aggregatore di una filiera che non ha eguali in altri Paesi, che ora deve essere sostenuta da iniziative governative e che può esprimere compiutamente il ruolo che si è riguadagnato nel mondo”.

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