Ex Ilva verso l’amministrazione straordinaria, occorre evitare un nuovo disastro per l’indotto

I Segretari generali di Fim Fiom Uilm, lo scorso 5 febbraio, hanno inviato due richieste di incontro sull’ex Ilva: ai Commissari di Ilva Amministrazione straordinaria; al Sottosegretario Mantovano e ai Ministri Urso, Fitto, Calderone, Giorgetti.

LE MOTIVAZIONI
Ai Commissari hanno chiesto un appuntamento, si legge nella nota, “per ricevere un’informativa sulla verifica dello stato degli impianti e sulla continuità produttiva degli stessi, anche a seguito della visita ispettiva effettuata lo scorso 2 febbraio presso lo stabilimento di Taranto”; e al Governo per “per proseguire l’aggiornamento della situazione del gruppo, come convenuto nell’ultimo incontro del 18 gennaio a Palazzo Chigi”. L’obiettivo è quello di continuare ad avere un confronto continuo con tutti i soggetti in campo nei giorni che appaiono come decisivi per la siderurgia italiana.
L’ex Ilva, infatti, mette insieme 20mila lavoratori tra diretti e indotto. Le ditte dell’appalto da diversi giorni stanno manifestando per chiedere al Governo tutte le protezioni possibili in vista di una possibile, quasi certa, amministrazione straordinaria visto che nel 2015 persero complessivamente 150 milioni di euro mentre oggi il credito ammonta a circa 170 milioni.

IL TRIBUNALE 
Venerdì scorso, la sentenza del Tribunale di Milano nei confronti di Acciaierie d’Italia ha quantomeno messo un punto fermo facendo fallire l’ennesimo tentativo di ADI di prendere ulteriore tempo. “Da questo momento – aveva commentato il Segretario generale Uilm – si può finalmente provare a risollevare le sorti dell’ex Ilva senza il socio privato che in questi anni ha portato gli stabilimenti al minimo storico di produzione e che ha accumulato oltre 3 miliardi di debiti”. I sindacati avrebbero preferito naturalmente un’uscita di scena consensuale di Mittal, ma l’unica strada possibile sembra quella dell’amministrazione straordinaria. La richiesta al Governo è di evitare quanto accaduto nel 2015: “Vanno salvaguardati i lavoratori e le aziende dell’appalto accogliendo le richieste che stanno portando avanti in queste ore. Vanno salvaguardati tutti i posti di lavoro e va subito avviato un piano di risanamento dell’ex Ilva, tutelando l’ambiente e i territori”, esorta Palombella.

IL TEMPO E’ SCADUTO
L’atteggiamento di ADI continua a far discutere. Venerdì la visita ispettiva a Taranto si è conclusa con un nulla di fatto: i commissari sono andati via dallo stabilimento senza poter conoscere realmente lo stato degli impianti e la quantità di materie prime disponibili. “Si tratta dell’ennesima dimostrazione della gravità della situazione – conclude Palombella – determinata da questa Governance. Mancano evidentemente pochi giorni alla fermata totale, il Governo faccia in fretta se vuole salvare l’ex Ilva”.

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