Cosa succederà in Thales Alenia Space Italia?

di Guglielmo Gambardella 

Anche per la più grande azienda manufatturiera italiana dello Spazio si incominciano a manifestare i riflessi derivanti dal conflitto Russia-Ucraina. Dopo uno straordinario anno 2021 in cui sono stati raggiunti e superati tutti gli obiettivi di budget con un uno straordinario risultato per quanto concerne in particolare gli ordini (acquisiti contratti per complessivi 1500 milioni di euro rispetto ai 732 previsti) le previsioni per l’anno in corso sono più prudenti per il mutato scenario mondiale.
Il programma Exomars, la missione progettata e sviluppata dall’ESA e dall’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos per l’esplorazione di Marte prevista per quest’anno è stata rinviata al 2026/28 in attesa di poterla ripianificare con altre infrastrutture. Stessa sorte è toccata al contratto che ThalesAleniaSpace aveva stipulato con il governo russo nel 2017 per la costruzione di un centro di integrazione a Shelkovo a circa 60 km da Mosca.

LE RASSICURAZIONI DELL’AD
L’ad Massimo Comparini ha rassicurato le organizzazioni sindacali, nel corso dell’incontro tenutosi il 16 giugno presso Unindustria di Roma, dicendo che questi due eventi non avranno ripercussioni occupazionali; è in corso una verifica per l’eventuale impatto sul bilancio economico per l’anno in corso.
Lo stesso manager ha confermato che, nonostante le dinamiche inflattive e le difficoltà nella catena di approvvigionamento dei componenti per la costruzione dei nuovi satelliti, anche quest’anno ci sarà un significativo incremento dell’organico complessivo, dei ricavi, della marginalità e della redditività che si confermerà a due cifre.

LE SFIDE TECNOLOGICHE
Anche per questa eccellenza manufatturiera del nostro Paese si conferma la difficoltà nel reperire risorse competenti e qualificate a supporto delle sfide tecnologiche che ThalesAleniaSpace Italia dovrà affrontare per lo sviluppo dei processi e l’innovazione tecnologica dei prodotti. A tal proposito l’azienda proseguirà con la stipula di contratti di collaborazione con le maggiori università italiane, ma anche per il necessario supporto per la fondamentale attività di ricerca e sviluppo.
Incoraggiante la previsione di impegno per complessivi 130 milioni di euro, annunciata dall’azienda nel suddetto incontro con i sindacati, da impiegare per investimenti industriali e R&D. Il miglior segnale di continuità per un trend positivo che possa riprendere quanto prima con la risoluzione del tragico conflitto.  

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