Primo Maggio 2022: discorso di Rocco Palombella a Brescia

Pubblichiamo integralmente il discorso del Segretario generale Uilm, Rocco Palombella, pronunciato a Brescia in occasione del Primo Maggio

Buongiorno a tutti, oggi è una giornata importante.
Finalmente dopo tre anni ritorniamo in piazza tutti insieme per ricordare una data memorabile: il 1° maggio.

Questa giornata rimarrà scolpita nelle nostre menti.

Oggi si realizzano centinaia di manifestazioni organizzate da Cgil Cisl Uil in tutta Italia per non dimenticare la strage di Portella delle Ginestre e tutte quelle che sono accadute negli anni successivi.

Pochi giorni fa abbiamo celebrato la ricorrenza del 25 Aprile per rivendicare ancora una volta i valori della libertà e della democrazia che, mai come in questo momento, vanno difesi.

Il 25 Aprile è stata anche l’occasione per ricordare la liberazione dal nazifascismo avvenuta grazie alle lotte dei partigiani italiani e delle forze alleate evocando ancora una volta una delle pagine più belle del nostro Paese.

Questa piazza è la testimonianza delle stragi neofasciste che negli anni ’70 volevano cancellare la libertà e la democrazia che avevamo faticosamente conquistato dopo la Seconda guerra mondiale.

Oggi, dopo due anni di restrizioni, siamo tutti qui, insieme, a manifestare per la pace, per il lavoro, per la sicurezza, per il rispetto dei diritti universali.

Grazie a tutti per la vostra presenza. Sono contento di essere qui a manifestare con voi.

Ringrazio Cgil Cisl Uil di Brescia per aver organizzato questa manifestazione ed avermi dato la possibilità di intervenire.

Per Cgil Cisl e Uil manifestare insieme a lavoratori e cittadini, mai come in questo momento, è fondamentale anche per restare uniti. Ma oggi siamo anche qui per ricordare la lotta, i sacrifici e le conquiste del movimento sindacale italiano.

Lo facciamo da Brescia, che grazie alla lotta contro l’oppressione austriaca durante le 10 Giornate dell’Indipendenza fu definita Leonessa d’Italia e poi fu riconosciuta medaglia d’argento per la lotta di Liberazione vinta contro le truppe tedesche nel 1945.

Sono onorato di essere a Brescia, che è stata scelta come Capitale della cultura per l’anno 2023.
In questo momento Landini, Sbarra e Bombardieri stanno manifestando ad Assisi, città simbolo della Pace.

Da ormai due mesi si vive una situazione drammatica.

Nel cuore dell’Europa, come non accadeva da decenni, si sta consumando un’aggressione brutale e una guerra assurda e ingiustificabile. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è un fatto inaudito, contro l’autodeterminazione dei popoli e rappresenta un atto di guerra inaccettabile.

La tensione è alle stelle. Putin ha evocato lo spettro di una Guerra nucleare se gli altri Paesi interverranno.
La Germania ha già approvato l’invio di armi pesanti all’Ucraina e la Russia ha minacciato tutta l’Europa.

Cgil Cisl Uil fin dal primo minuto del conflitto sono state al fianco del popolo ucraino.

La Federazione russa si sta macchiando di odiosi crimini di guerra sulla popolazione civile e per i quali dovrà rispondere. L’Italia e tutti gli stati europei devono aiutare in ogni modo il popolo ucraino.

La lotta che gli ucraini stanno combattendo ci ricorda da vicino la Resistenza italiana contro il Nazifascismo. Bisogna fare ogni sforzo per accogliere le migliaia di profughi, prevalentemente donne e bambini, e continuare a praticare la solidarietà.

Da oltre due mesi muoiono anziani, donne e bambini e in migliaia sono costretti a fuggire dai loro affetti e dalle loro case sotto le bombe. Ogni giorno si scoprono nuove fosse comuni.

Serve una soluzione diplomatica forte e tutti gli Stati del mondo devono assumersi la responsabilità per mettere immediatamente fine a questa guerra.

DICIAMO INSIEME NO ALLA GUERRA!

Questo conflitto sta causando anche nel nostro Paese enormi danni dal punto di vista sociale, economico, industriale e produttivo.

Tutto questo si somma purtroppo ai danni provocati dalla pandemia. Brescia è stata una delle province più colpite, con oltre 5mila vittime e 300mila contagi.

Abbiamo passato due anni difficili di restrizioni, paure e incertezze nel futuro.

In Italia abbiamo perso quasi un milione di posti di lavoro e migliaia di aziende hanno chiuso.

Con la fine del lockdown abbiamo visto l’Italia molto in difficoltà per gli effetti dirompenti della pandemia.

Quello che è successo negli ultimi anni ha aggravato le condizioni economiche delle famiglie italiane, ha aumentato le diseguaglianze e ha ulteriormente polarizzato la ricchezza.
Una famiglia su tre oggi fatica ad arrivare a fine mese e con 1 milione in più di poveri assoluti siamo arrivati a 5 milioni e mezzo.

Il prezzo più alto della crisi pandemica lo stanno pagando le donne e i giovani.
Il peso maggiore della perdita dei posti di lavoro, con oltre il 70%, lo hanno subito le donne.
Oggi registriamo la più bassa percentuale di occupazione femminile degli ultimi anni.
Dall’altra parte ci sono i giovani costretti a emigrare, e gli studenti a rinunciare alla scuola in presenza e alla socialità.

Sempre a causa della pandemia, il nostro Paese nel 2020 ha perso l’8,9% del PIL, un record negativo che è stato parzialmente recuperato lo scorso anno.

Con la fine del lockdown c’era stata una leggera ripresa economica e una modesta risalita dell’occupazione.

Come sapete, lo scoppio della guerra in Ucraina ha bloccato tutti i dati di crescita. L’aumento del prezzo del gas e dell’energia, del carburante, dei beni di prima necessità, come pasta e pane, stanno mettendo in seria difficoltà milioni di lavoratori e pensionati. Questo aumento dei prezzi sta mettendo in discussione la ripresa economica e sta facendo diminuire il potere d’acquisto dei lavoratori.

Si sta determinando un effetto speculativo, in alcuni casi anche ingiustificato.

Non ci sono state risposte adeguate da parte del Governo nell’andare a perseguire le speculazioni che, spesse volte, avvengono ad opera di strutture pubbliche. E se è lo stesso Governo a parlare di speculazione, perché non reprime e sanziona i colpevoli?!

Dall’altro lato si dimostra la fragilità della nostra economia che è dipendente quasi totalmente da altri Paesi.
Non solo da un punto di vista energetico, ma anche dal punto di vista della catena alimentare.

Nonostante la sollecitazione di Cgil Cisl e Uil, è stato appena predisposto il Documento di Economia e Finanza, ma gli interventi sono inadeguati e insufficienti per arginare l’emergenza che vivono le famiglie. La vera emergenza in questo Paese è rappresentata dai bassi salari e ancora una volta la crisi non la possono pagare i soliti noti: lavoratori e pensionati.

Se non ci saranno misure adeguate del Governo per contrastare il boom dell’inflazione a oltre il 7% e l’aumento del costo della vita ci saranno conseguenze gravissime per milioni di lavoratori e famiglie.

Mentre celebriamo la giornata del Primo Maggio, il paradosso è che in questo Paese non c’è LAVORO e quello richiesto è a tempo, precario e solo per alcune professioni.  

Per questo abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere al Governo di mettere al centro dell’agenda il tema del LAVORO.

Siamo stanchi di essere coinvolti solo a cose fatte!

Il Governo continua a non considerare le proposte presentate da Cgil Cisl e Uil e continua a non mettere in atto politiche sociali e industriali adeguate.

Mancano investimenti per creare nuovi posti di lavoro sostenibili e duraturi.

Siamo in forte ritardo per quanto riguarda gli investimenti sull’innovazione tecnologica, sulla digitalizzazione e sulla banda larga. La transizione digitale nelle aziende è una delle grandi sfide di politica industriale europea, insieme alla transizione ambientale.

Uno degli elementi fondamentali per poter far fronte agli esuberi che potrebbero crearsi sarà quello di utilizzare la formazione come strumento indispensabile per la creazione di nuove figure ad alto e medio contenuto professionale.

La pandemia ha accelerato la necessità di recuperare un differenziale esistente all’interno del nostro sistema industriale e poi tra l’Italia e gli altri Paesi europei.

Secondo alcuni studi il 30% della forza lavoro, in Italia, nei prossimi anni sarà impegnato a svolgere lavori legati all’utilizzo di tecnologie digitali o all’economia circolare.

La formazione rappresenta uno strumento fondamentale per accrescere il patrimonio professionale e culturale all’interno delle aziende.

Mai come oggi c’è bisogno di LAVORO per ripartire.

Bisogna investire sul lavoro duraturo e dignitoso!
Bisogna investire sulla dignità del lavoro!
Bisogna puntare su un vero piano per il lavoro!
Bisogna investire sui giovani e sulle donne per ridurre la disoccupazione giovanile e femminile!
Bisogna puntare sul lavoro legale per combattere le disuguaglianze e la povertà!
Bisogna puntare su una vera politica per il lavoro altrimenti il nostro Paese continuerà ad arretrare!
Bisogna puntare sul lavoro in sicurezza e va garantito a tutti senza alcuna distinzione.

È inaccettabile la strage quotidiana alla quale assistiamo.

Solo lo scorso anno le vittime sono state oltre 1.200.
Da gennaio ad oggi contiamo già 200 morti.

Una tragedia senza fine.

Qui nella provincia di Brescia nel 2022 gli infortuni sul lavoro sono letteralmente raddoppiati rispetto all’anno scorso.

Solo a gennaio gli infortuni denunciati sono stati 60 al giorno incluse le festività.
Un dato pesantissimo che deve far riflettere.

La precarizzazione della manodopera incide profondamente su questi dati.
La mancanza di specializzazione, di continuità del lavoro, porta spesso i giovani a essere più esposti al rischio.

Morti come quella della giovane Luana D’Orazio, schiacciata dal macchinario dove lavorava, non si devono più verificare! Luana, e tanti altri giovani come lei, hanno perso la vita perché le loro aziende hanno preferito eludere la sicurezza per risparmiare soldi e tempo.

VOGLIAMO PIU’ CONTROLLI NEI LUOGHI DI LAVORO!
SERVONO SANZIONI PESANTI A CHI NON GARANTISCE LA SICUREZZA!

Il calo demografico è ormai un dato allarmante.
Il rischio è quello di diventare un Paese di adulti.

L’Istat prevede che l’Italia perderà 12 milioni di abitanti nei prossimi 50 anni, come la Lombardia e la Liguria messe insieme.

Preserviamo il valore dei nonni: la loro conoscenza, la loro esperienza e la loro memoria che sono un patrimonio inestimabile per il Paese.

Vogliamo che il Governo ridia dignità agli anziani che hanno contribuito a rendere questo Paese più ricco e più evoluto e che oggi sono un punto di riferimento per la famiglia.

Occorrono leggi a favore degli non autosufficienti e della famiglia, che incentivino le nascite e diano sostegno e consolidamento ai nuclei familiari.

NON VOGLIAMO SOLO BONUS, MA MISURE STRUTTURALI CHE DISEGNINO L’ITALIA DI DOMANI!

In questo quadro drammatico il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi anni la sfida nella sfida: la transizione ecologica che stravolgerà il nostro modo di vivere, di lavorare, di produrre.
Il tempo è scaduto.

Per far diventare la Transizione una grande opportunità per il nostro Paese occorre accelerare gli investimenti previsti.

La salvaguardia dell’ambiente e l’ecosostenibilità sono obiettivi da perseguire senza esitazione, con impegni precisi e determinati da parte di tutti gli Stati del mondo, nessuno escluso. 
Solo in questo modo, con regole uguali per tutti, si arriverà ad attenuare il cambiamento climatico e i suoi effetti devastanti.

La transizione ecologica deve essere la priorità dei Governi, che con misure straordinarie e strumenti adeguati devono guidare cittadini e imprese in questa nuova rivoluzione.

Per queste ragioni continueremo a chiedere ai ministri competenti di coinvolgerci per discutere insieme del futuro del nostro Paese, dell’utilizzo giusto dei fondi del PNRR che rappresenta l’ultima occasione di sviluppo per l’Italia.

Scelte sbagliate rischiano di trascinare il nostro Paese nel baratro.

Uno degli elementi più dirompenti per rilanciare il nostro Paese è la lotta all’elusione, alla corruzione e all’evasione fiscale.

Ci sono dati, confermati dal Governo, che certificano un’evasione fiscale in Italia di oltre 100 miliardi di euro, solo il 4% dichiara redditi di oltre 70 mila euro l’anno.

L’evasione fiscale in Italia è una questione nazionale che non è mai stata affrontata seriamente e noi non possiamo più tollerare che a pagare le tasse siano quasi esclusivamente i lavoratori dipendenti e i pensionati!

È vergognoso che solo i lavoratori e i pensionati mantengono questo Paese, garantiscono i servizi, la scuola, la sanità pubblica anche a chi nasconde o non dichiara quanto guadagna.

Serve una vera riforma delle tasse che tenga a riferimento la progressività del sistema e non una semplice modifica degli scaglioni Irpef. Il Governo continua a non ascoltare le nostre proposte che prevedono delle detrazioni per i lavoratori dipendenti e pensionati.

Dopo tutto quello che è successo, rivendichiamo con più determinazione una sanità pubblica in grado di garantire a tutti i cittadini il diritto di curarsi.

La sanità pubblica è stata smantellata nel corso degli ultimi anni da tagli indiscriminati che hanno portato alla chiusura di importanti presidi sanitari. 

Il servizio sanitario pubblico continua a reggere solamente grazie al sacrificio di migliaia di infermieri, medici e personale sanitario tuttora in prima fila per combattere un virus che ha causato in Italia oltre 160mila vittime.

Bisogna intervenire immediatamente e investire sui presidi sanitari, sulle attrezzature ma anche sul personale che, anche in questo periodo, lascia l’Italia per andare all’estero.

IL DIRITTO ALLA SALUTE DEVE ESSERE GARANTITO A TUTTI!

Per offrire un vero servizio sanitario pubblico occorrono:
– assunzioni a tempo indeterminato
– stabilizzazioni di chi da troppi anni è precario
– investimenti ingenti anche con i fondi europei
– una ramificazione territoriale che garantisca le cure anche a chi si trova in piccoli centri.

Bisogna ripensare il nostro Paese. Bisogna curare la nostra società dopo le enormi ferite causate dalla pandemia, che ci ha fatto scoprire quanto siamo vulnerabili.

Soprattutto in queste situazioni, le organizzazioni sindacali libere, come Cgil Cisl Uil, che rappresentano milioni di lavoratori e pensionati, devono svolgere un ruolo fondamentale: ricucire le ferite ed evitare la perdita dei diritti fondamentali conquistati grazie alla lotta dei lavoratori.

Noi non arretreremo mai di fronte alle difficoltà.

Vogliamo mettere in campo ogni azione a nostra disposizione per influenzare il Governo e la politica tutta a far ripartire il nostro Paese per il bene dei lavoratori e dei cittadini. Non accetteremo mai che il lavoro si riduca a un costo, a un oggetto di cui si può fare a meno.

SENZA LAVORO IL NOSTRO PAESE NON RIPARTIRÀ!

Oggi, in tutta Italia, ci sono tante manifestazioni e iniziative per questa giornata che deve essere non solo commemorativa ma anche un momento di riflessione, su quello che si è fatto e su quanto si deve fare.

Noi saremo sempre in prima fila e se saremo così tanti, come siamo oggi in questa bellissima piazza, porteremo a casa importanti risultati per i lavoratori e i pensionati del nostro Paese!

Viva Cgil Cisl e Uil!
Grazie a tutti!

A CHI DIFENDE IL PROPRIO POSTO DI LAVORO
A CHI IL LAVORO LO HA PERSO E LOTTA PER RICONQUISTARLO
A CHI IL LAVORO LO STA CERCANDO

Viva il Primo Maggio!
Viva i lavoratori!

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