Marelli Crevalcore: individuato un investitore si guarda al futuro fiduciosi

di Giuseppe Di Stefano

Con l’individuazione di Tecnomeccanica, quale investitore da parte di Marelli, a cui sarà affidata la reindustrializzazione del sito di Crevalcore si è conclusa la prima fase della vertenza Marelli, una vertenza particolarmente complicata sia per gli aspetti industriali che per quelli occupazionali. È opportuno ricordare come nasce questa vertenza.

L’INIZIO 
La Marelli senza alcun preavviso, e immediatamente dopo una serie di incontri, il 19 settembre 2023 comunicò la chiusura del sito di Crevalcore avviando le procedure di licenziamento collettivo. Decisione che scatenò una forte risposta da parte di tutti gli stabilimenti del Gruppo: immediate 8 ore di sciopero e presidio continuo davanti allo stabilimento bolognese. La dichiarazione di sciopero a oltranza, a scacchiera da parte del sindacato di tutto il territorio, aveva alla base la richiesta del ritiro della procedura.
Tutto questo favorì in modo spontaneo un forte coinvolgimento e la collaborazione delle istituzioni locali, a partire dai sindaci di Crevalcore, Bologna e da parte della Regione Emilia-Romagna, che non hanno fatto mai mancare il sostegno e la solidarietà dichiarata e praticata ai lavoratori coinvolti e che hanno accompagnato questa vertenza fino all’individuazione dell’investitore Tecnomeccanica.

OLTRE 100 GIORNI
Sono stati più di cento giorni di paure, rabbia, difficoltà e adesso sta per cominciare un’ulteriore fase, non meno complicata, di definizione del progetto industriale per la reindustrializzazione del sito produttivo di Crevalcore, definendo il numero delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, quali e quanti investimenti, quali linee di produzione, i tempi dello start up e della definitiva messa a regime. Prodotti, produzioni ed investimenti sono già stati illustrati alla parte sindacale nell’incontro del 6 marzo scorso presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con un investimento pari a circa 25 milioni di euro.
Allo stesso tempo, in maniera parallela, le organizzazioni sindacali territoriali di Fim-Fiom-Uilm insieme alla RSU di Crevalcore, stanno discutendo del piano sociale con Marelli, piano sociale che prevede una gamma di soluzioni per quei lavoratori che non troveranno una soluzione occupazionale in continuità: trasferimenti volontari ed incentivati su alcuni siti di Marelli nel territorio nazionale (Caivano, Tolmezzo, Corbetta), trasferimenti presso la sede di Bologna (a oggi ne sono previsti 10), utilizzo dell’isopensione per i lavoratori che ne abbiano la possibilità e ne facciano richiesta ed eventuali incentivazioni all’esodo volontario, soluzioni che dovranno essere legate indissolubilmente al piano industriale di Crevalcore.

RAPPORTO COTRUTTIVO
È ancora una trattativa aperta e complessa, piena di situazioni che coinvolgono direttamente le persone che la stanno vivendo. Siamo convinti che anche grazie allo straordinario rapporto costruttivo che si è creato con la Regione Emilia-Romagna e con le istituzioni locali, riusciremo a portare a termine in modo positivo la vertenza Marelli per tutti i lavoratori e lavoratrici del sito di Crevalcore. 

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