Acciaierie d’Italia: verità lontana e Fim Fiom Uilm scrivono al Presidente della Repubblica

“Oggi abbiamo continuato a chiedere la verità, ma purtroppo non l’abbiamo avuta e la situazione è diventata ancora più complicata. Ci hanno chiesto di aspettare l’Assemblea dei soci il 23 novembre per verificare se ci sarà una ricapitalizzazione e se Mittal è disposto a mettere la sua percentuale del 62% sulle risorse che ha chiesto l’azienda, circa 320 milioni di Euro. Risorse che chiede senza un piano industriale, senza garanzie”. Sono le parole che il Segretario generale Uilm, Rocco Palombella, ha pronunciato con l’amaro in bocca all’uscita dall’ennesimo incontro a Palazzo Chigi sull’ex Ilva lo scorso 9 novembre.
Tra l’altro, fa sapere Palombella, “anche il Memorandum non è stato minimamente citato. Da 4 anni Mittal non fa altro che sfruttare il nostro Paese, ricevere fondi pubblici e tenere gli stabilimenti a un livello di produzione minima con il rischio di chiusura dietro l’angolo”.

SITUAZIONE INACCETTABILE
Questa situazione per il leader dei metalmeccanici della Uil è inaccettabile, “soprattutto se pensiamo che i lavoratori sono ogni giorno più in pericolo visti gli ultimi incidenti a Taranto e a Genova. Per questo la nostra mobilitazione unitaria continua con otto ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del Gruppo nei prossimi giorni per dire che questo socio non è più affidabile e non può continuare a ricattare o tenere in ostaggio il socio pubblico. Dov’è l’autorevolezza del Governo? Vogliamo la verità una volta per tutte!”

LETTERA A MATTARELLA
E proprio per sapere la verità, i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm nei giorni scorsi hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella manifestando “grande preoccupazione per la condizione drammatica dei lavoratori dell’ex Ilva”.
I tre leader ritengono “fondamentale e urgente l’intervento del Capo dello Stato, garante della Repubblica fondata sul lavoro e sensibile ai temi della sicurezza, per affrontare questa emergenza al fine di trovare soluzioni per la salvaguardia dell’ambiente, del lavoro e dell’industria del nostro Paese”.
I leader dei sindacati dei metalmeccanici ritengono che ormai non ci sia più tempo e che sia necessario trovare soluzioni per la salvaguardia dell’ambiente, del lavoro e dell’industria del nostro Paese. Oggi la maggior parte degli impianti sono fermi e la produzione è arrivata ormai ai minimi storici; l’utilizzo massiccio e non giustificato della cassa integrazione, la situazione debitoria di Acciaierie d’Italia e l’incompleta ambientalizzazione rendono poco credibile l’attuale gestione. Nonostante l’impegno profuso quotidianamente dalle lavoratrici e dai lavoratori nel salvaguardare gli impianti, le condizioni peggiorano di giorno in giorno per la decisione della proprietà di non investire nella manutenzione ordinaria e straordinaria. I rappresentanti dei lavoratori puntano il dito contro Acciaierie d’Italia. “Nonostante la presenza nel capitale dello Stato italiano – osservano – la società versa in una condizione produttiva, gestionale ed occupazionale molto critica a partire dal polo siderurgico di Taranto dove gli attuali impianti senza investimenti e rilancio rischiano di terminare la loro attività. La situazione non è migliore negli altri siti, come a Genova dove la rottura del carroponte principale mina l’intero stabilimento e a Novi Ligure dove registriamo giornaliere segnalazioni di guasti”.
Ecco perché serve l’intervento di Mattarella: “La Sua sensibilità, a partire dal tema della sicurezza, e il Suo impegno sono essenziali per affrontare questa emergenza e lavorare insieme per trovare soluzioni a beneficio di tutto il nostro Paese”.

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