Piaggio: slitta il finanziamento

“L’incontro al ministero per lo Sviluppo economico del 17 dicembre per Piaggio Aereo è stato del tutto inconcludente”, a dichiararlo è il Segretario generale della Uilm Genova, Antonio Apa. “Dopo otto mesi in cui il governo è stato a guardare determinandone lo stato d’insolvenza, ci ha propinato un ulteriore slittamento sul finanziamento di 766 milioni. In questo modo – accusa – viene meno la continuità produttiva”.
All’incontro era assente il ministro Luigi Di Maio, governo e commissario hanno di fatto rinviato a un successivo incontro a gennaio il punto della situazione. “Ci devono spiegare – prosegue Apa – come sia possibile apportare le modifiche richieste al progetto in assenza di ordini e quattrini per mandare avanti la produzione e pagare i fornitori. Insomma, il governo dovrebbe coprire questi mesi in qualche modo, altrimenti il commissario sarà costretto a mettere i lavoratori in cassa integrazione”.

OBIETTIVO: RECUPERARE RISORSE
“Ricopro questo incarico da sole due settimane – ha esordito il neo commissario Vincenzo Nicastro – ritengo che, lavorando bene, possiamo arrivare al salvataggio dell’azienda. Il primo obiettivo è recuperare risorse, che al momento non sono molte. Ho firmato a Milano contratti relativi al reparto motori e manutenzione e abbiamo ottenuto alcune fidejussioni. Ora è necessario andare avanti verso una fase di stabilizzazione che possa garantire gli stipendi dei prossimi mesi. È necessario trasmettere ai clienti Piaggio il messaggio che l’azienda è ripartita, in modo da dare continuità alle commesse. Serve la collaborazione di tutti”, ha ribadito.

PIANO DI RILANCIO
Ma per le organizzazioni sindacali c’è poco da star tranquilli, anzi “è necessario iniziare subito a costruire un piano di rilancio con la collaborazione dei lavoratori e riavviare tutte le attività relative al P1HH, nonché la commercializzazione del P180. È fondamentale – dicono – mantenere insieme sia la parte velivoli che la parte motori con le relative commesse ed evitare qualsiasi forma di spezzatino”.

NO ASSISTENZIALISMO
In sofferenza anche Laerh, fornitore strategico di Piaggio Aero, che conta 80 persone in cassa integrazione. “Il valore potenziale di Piaggio oggi deriva dalle sue potenzialità – dicono ancora i sindacati – a partire dal service. Il P180 civile va rilanciato sul mercato, senza dimenticare che c’è anche una parte militare con il P1HH che deve concludere il suo sviluppo. Non chiediamo assistenzialismo, ma solo la possibilità di lavorare”.

LE RASSICURAZIONI DEL GOVERNO
Il sottosegretario, Davide Crippa, ha provato a tranquillizzare gli animi ribadendo che “la situazione odierna sui motori rappresenta un punto chiave dal punto di vista dell’unicità dell’azienda, che è strategica sia sul fronte della difesa che dell’impresa. Nei mesi a venire si dovrebbero concretizzare altre commesse motoristiche e definirsi un asset industriale di tipo militare e civile. La linea produttiva del P180 crediamo avrà un riavvio, cosa che non ha funzionato a oggi e stiamo monitorando con estrema attenzione”.
Intanto Nicastro, per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, ha deciso di anticipare al 21 di dicembre lo stipendio del mese e anche la quota di tredicesima erogabile (un dodicesimo, il resto va autorizzato dal giudice).
“Nel ’94 – conclude Apa – con la legge Prodi, per mettere in salvaguardia l’azienda lo Stato acquistò 12 P180. Il governo, in assenza di finanziamento, dovrebbe mantenere la continuità produttiva acquistando dei P180 per la protezione civile. Perché il vero rischio per Piaggio è esattamente questo. Motori e customer service hanno delle commesse per andare avanti, ma la parte velivolistica rischia di fermarsi drasticamente. E se qualcuno pensa di mettere in cassa i lavoratori vuol dire che non ha la volontà di salvare la Piaggio. Per questo chiediamo la presenza del ministro Di Maio al prossimo incontro perché deve prendersi le sue responsabilità”.

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