Ripartire dall’industria

Nonostante tutte le difficoltà, compreso il botta e risposta tra governo e Commissione europea e l’accesa discussione all’interno dei partiti di opposizione, continua l’iter parlamentare per l’approvazione del Documento di Economia e Finanza (Def). Il 21 novembre la Commissione europea ha lanciato un warning all’Italia sull’impianto stesso della manovra e, in particolare, sulle stime di crescita che l’Europa ritiene non credibili. Secondo una ricerca Eurostat, purtroppo la situazione di crescita del nostro Paese si attesterà intorno all’1,5% risultando il fanalino di coda, insieme al Regno Unito, di tutta L’Ue. Basti pensare che Malta crescerà del 5,8%, Portogallo e Germania del 2,3%, la Francia del 2%, persino la Grecia dell’1,9%. A questo si unisce un tasso medio di disoccupazione dell’Ue del 7,6%, con l’Italia intorno all’11,1% segnata da una forte disuguaglianza nelle diverse aree del Paese.

L’AZIONE DI CGIL CISL E UIL
Cgil Cisl e Uil hanno espresso delle critiche al Documento. Tanto per cominciare, da parte del governo non c’è stato alcun coinvolgimento del sindacato sui temi di natura sociale e sul lavoro; inoltre, è proprio il merito della Manovra che non convince le Organizzazioni sindacali su diversi punti (pur con qualche aspetto positivo, ma insufficiente). “Per tutte queste ragioni – dice il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella – abbiamo intrapreso le assemblee con i lavoratori. Le nostre proposte sono state messe a sintesi in un documento che costituisce una traccia da cui partire proprio per migliorare il Def, grazie al contributo che scaturirà dal dibattito”. “Ciò che più di tutti ci preoccupa – spiega – è la crisi che continua a interessare decine e decine di aziende, con il rischio che quelle grandi, che fino a oggi hanno rappresentato l’elemento di garanzia dei posti di lavoro e di coesione tra le varie aree del Paese, possano essere coinvolte da questa situazione”.

LO SPREAD
Oramai lo spread, che continua a bruciare ingenti risorse economiche, si è attestato a quota 300 da oltre un mese e non accenna a diminuire. “Noi non ci siamo mai uniti al coro di chi sostiene che la situazione del nostro Paese sia da addebitare a questo governo – sottolinea Palombella – ma vogliamo continuare a esprimere il nostro giudizio incondizionato sui contenuti, sapendo che i mali dell’Italia vengono da molto lontano. Si tratta di nodi strutturali mai affrontati e sempre rimandati. Io penso che le Organizzazioni sindacali, e in particolare la Uil, la Uilm, devono continuare ad avere un profilo di neutralità, per poter esprimere delle critiche con l’obiettivo di migliorare le condizioni di cittadini e lavoratori che rappresentiamo”.

PROSPETTIVE INDUSTRIALI
“L’accordo dell’Ilva (ormai ArcelorMittal) – dice ancora Palombella – nonostante qualche attrito iniziale, ha generato grandi prospettive industriali e occupazionali nel nostro Paese, tuttavia continuiamo a registrare difficoltà su altre vertenze”. Sider Alloys, ad esempio, di cui ancora non si conoscono piano industriale e investimenti per il revamping (la presentazione era prevista per i primi di settembre); oppure Aferpi, a Piombino, dove nonostante l’arrivo del nuovo acquirente, i lavoratori continuano a essere preoccupati sia per la mancanza di prospettive industriali che per le mancate promesse relative all’integrazione della cassa integrazione.
“Ci aspettiamo inoltre un’assunzione di responsabilità da parte del governo sulla sua controllata Leonardo – aggiunge Palombella perentorio – in particolare per il taglio di finanziamenti annunciati nel settore della difesa. E comunque manca una vera attenzione su questo grande gruppo industriale”.

Per quanto riguarda Piaggio Aero, l’azienda controllata dal fondo dell’azionista unico Mubadala di Abu Dhabi, Palombella esprime preoccupazione. Proprio il 20 novembre si è tenuto al Ministero dello Sviluppo economico un incontro con l’azienda. La vertenza coinvolge circa 1.200 lavoratori. Il mercato dei droni varrà 8,4 miliardi nel 2019 e crescerà ancora negli anni successivi.

Infine, la prossima settimana sarà decisiva per quanto riguarda Fca e Cnhi. “Il 27 presenteremo all’azienda la piattaforma per il rinnovo del Ccsl – dice Palombella – e il 29 incontreremo per la prima volta il nuovo ad, Mike Manley”. Sarà l’occasione per conoscere nel dettaglio il piano industriale, le cui linee generali furono presentate il 1° giugno scorso a Balocco da Sergio Marchionne. Settimana cruciale, quindi, per conoscere investimenti, modelli, volumi. E il 30 sarà la volta del piano industriale di Cnhi.

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