“Il piano industriale di Stellantis garantisce una prospettiva produttiva a tutti gli stabilimenti italiani, con un oggettivo miglioramento rispetto agli anni scorsi, anche se la piena occupazione è ancora lontana e continua il ricorso agli ammortizzatori sociali. Accanto alle conferme positive per Mirafiori, come la Fiat 500 elettrica e ibrida e il Green Campus, Atessa con l’investimento da un miliardo sul Ducato, Pomigliano con le nuove vetture mass market dal 2028, Modena con le supersportive Maserati e Melfi con cinque modelli, restano però forti incertezze su Cassino e Termoli”. Lo dichiara Gianluca Ficco, Segretario nazionale Uilm, nell’audizione presso la 10ª Commissione della Camera dei Deputati sulla situazione degli stabilimenti Stellantis in Italia.
“Su Cassino – sottolinea Ficco – i volumi produttivi attuali sono estremamente ridotti. Per questo diventa indispensabile un piano operativo dettagliato entro dicembre che definisca la preannunciata partnership e il concreto rilancio dell’alta gamma”.
“Rispetto a Termoli – continua – l’assegnazione della produzione del cambio E-DCT per vetture ibride è un fatto positivo ma non sufficiente a garantire la totale saturazione del sito. Chiediamo con forza una reale valorizzazione della produzione motoristica in Italia. Per la costruzione di una gigafactory resta decisivo e nodale il nodo dei costi dell’energia”.
“A pesare sul futuro del comparto – prosegue – sono i problemi strutturali di competitività del Paese, nonché l’impatto delle attuali politiche europee sulla transizione energetica, che rappresentano la causa principale della crisi dell’automotive. Per questo lanciamo un appello per una profonda e urgente revisione delle normative europee, eliminando il sistema delle multe ai costruttori e abbracciando il principio della neutralità tecnologica, affinché si eviti il grave svantaggio competitivo rispetto ai concorrenti extraeuropei, specialmente cinesi.
“Inoltre esprimiamo forte preoccupazione per le difficoltà che sta subendo la vasta rete di imprese dell’indotto, duramente esposta alla transizione. A livello nazionale bisogna intervenire sul costo dell’energia e attuare immediate misure di sostegno per i lavoratori con ridotte capacità lavorative, tema urgente per via dell’allungamento dell’età pensionabile”.
“Infine – conclude – chiediamo a Stellantis la massima responsabilità verso le imprese della componentistica e sollecitiamo il Governo al ripristino integrale del fondo nazionale automotive”.
Ufficio Stampa UILM
