L’incontro tenutosi ieri 28/04/2026 presso il Ministero della Giustizia ha svelato una realtà drammatica e inaccettabile. Nonostante la convocazione ufficiale, il Dicastero che dovrebbe essere il tempio della legalità e del rispetto delle norme si è dimostrato incapace di far applicare la clausola sociale per la salvaguardia dei livelli occupazionali, prevista dal Codice degli Appalti.
Il risultato di questa inerzia istituzionale è un verdetto spietato: il cambio appalto previsto per il prossimo 1° maggio genererà 70 esuberi tra i lavoratori che da oltre dieci anni garantiscono con professionalità i servizi di assistenza.
Denunciamo con forza il comportamento arrogante delle società subentranti, Engineering e Fastweb, che non si sono nemmeno degnate di rispondere alla convocazione del Ministero né di partecipare all’incontro. Questa assenza non è solo uno sgarbo istituzionale, ma un segnale di totale disprezzo verso il destino dei lavoratori.
Se nemmeno il Ministero della Giustizia riesce a far rispettare le proprie norme e a imporre il rispetto della clausola sociale a colossi industriali, significa che siamo allo sbando. Se il diritto al lavoro viene sacrificato sull’altare del ribasso economico e del profitto aziendale proprio tra le mura di un Ministero, viene meno la credibilità stessa delle istituzioni.
PROCLAMAZIONE DELLO SCIOPERO
Le Organizzazioni Sindacali e i lavoratori non resteranno a guardare questo scempio sociale.
- Da oggi i lavoratori sono in sciopero a tempo indeterminato.
- Valuteremo ogni ulteriore iniziativa di lotta, comprese le vie legali, per denunciare il comportamento antisindacale delle società Engineering e Fastweb.
Non permetteremo che 70 persone vengano espulse dal ciclo produttivo nell’indifferenza generale. La lotta continuerà fino a quando non verrà garantito il pieno assorbimento di tutta la platea occupazionale.
Uffici stampa Fim Fiom Uilm Nazionali
