“Siamo pronti a collaborare con Tata Motors, che si accinge ad acquisire Iveco, con l’obiettivo di garantire la continuità degli investimenti e la salvaguardia di tutti gli stabilimenti e dell’occupazione in Italia”. Lo dichiarano Davide Sperti, Segretario generale Uilm, e Gianluca Ficco, Segretario nazionale Uilm e responsabile del settore automotive.
“Oggi il CEO di Tata Motors Girish Wagh e il CEO di Iveco Olof Persson – sottolineano Sperti e Ficco – hanno dimostrato un’oggettiva attenzione nei confronti del sindacato e dei lavoratori, organizzando una riunione online dinanzi all’impossibilità, dovuta a un evento improvviso, di tenere l’incontro di persona presso il Mimit, che come noto è stato rinviato al 13 ottobre. È stata rimarcata da parte dei vertici aziendali la complementarità dei due gruppi; inoltre Tata ha tratteggiato la sua filosofia di fondo come ispirata alla responsabilità sociale e alla valorizzazione della comunità dei lavoratori”.
“Noi abbiamo sfruttato questa occasione – proseguono i due sindacalisti – per dichiarare la nostra volontà di proseguire con le relazioni sindacali di tipo partecipativo che hanno contraddistinto negli ultimi anni il nostro rapporto con Iveco, con l’obiettivo precipuo di salvaguardare tutti gli stabilimenti e un’occupazione di qualità. L’impegno di Tata Motors non può e non deve esaurirsi nella garanzia della continuità industriale per i prossimi due anni, giacché Tata stessa si è impegnata a garantire la continuità degli investimenti e la valorizzazione di Iveco. Di conseguenza, questi due anni devono servire a gettare le basi del futuro piano industriale e a costruire prospettive solide: ai lavoratori di Iveco dobbiamo assicurare un futuro di lungo termine”.
“Sappiamo – concludono Sperti e Ficco – di dover affrontare, a partire almeno dal 2030, un’altra grande sfida, quella della normativa europea sull’elettrificazione, che nel caso dei veicoli commerciali si presenta particolarmente critica. È per questo che insieme sindacati dei lavoratori, imprese e Governo devono chiedere all’Unione europea un percorso più ragionevole, capace di assicurare un effettivo beneficio ambientale e al contempo di salvaguardare l’industria e l’occupazione”.
Ufficio Stampa UILM
