IVECO, FICCO (UILM): “GARANZIE OFFERTE DA TATA SIANO PRESUPPOSTO PER CONFRONTO SU NUOVO PIANO INDUSTRIALE”

 

 

“Tata Motors ci ha confermato importanti garanzie sulla continuità e sull’autonomia di Iveco, non solo sul tema dell’occupazione, ma anche sulla prosecuzione degli investimenti nel prossimo biennio. Le accogliamo positivamente, ma devono tradursi in un nuovo piano industriale di sviluppo per tutti gli stabilimenti italiani: per questo chiediamo un confronto serrato”. Lo dichiara Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore automotive, al termine dell’incontro presieduto dal ministro Adolfo Urso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con i vertici di Tata Motors e di Iveco.

“Alcuni elementi rilevanti – prosegue Ficco – sono già emersi oggi, come la piena conferma degli investimenti nel 2026 per tutte le fabbriche italiane, pari a 14 milioni di euro a Suzzara, 12 milioni a Brescia, 35 milioni a Torino e 15 milioni a Foggia, che si aggiungono ai 37 milioni spesi di recente per il trasferimento dei motori F5. Ma il confronto deve proseguire con un aggiornamento a novembre sul perfezionamento dell’acquisizione di Iveco da parte di Tata Motors e una discussione sul nuovo piano industriale nel 2027. Chiediamo di rafforzare la missione di Brescia con il nuovo Eurocargo previsto nel 2028, che comporterà un investimento specifico di 22 milioni di euro, di rendere esclusiva la missione di Suzzara di produzione del Daily, oggi condivisa con la Spagna, e di consolidare le fabbriche di meccanica di Torino e di Foggia, nonché naturalmente di valorizzare i centri di ricerca e di competenza. Proprio a Foggia chiediamo inoltre di sviluppare lo stabilimento di autobus, per il momento dedicato al mero allestimento, poiché dovrebbe rappresentare un’opportunità non solo commerciale ma anche di sviluppo industriale e occupazionale. Confidiamo infine che la responsabilità sociale si traduca anche nella salvaguardia della filiera dell’indotto, che conta imprese di qualità e numerosissimi lavoratori”.

“La complementarietà fra Tata Motors e Iveco – spiega Ficco – è una premessa positiva, ma ogni acquisizione comporta rischi e richiede impegni chiari. La nostra preoccupazione maggiore riguarda però la transizione all’elettrico, che, così come è concepita, non tutela davvero l’ambiente ma colpisce duramente l’industria. Senza un cambio di rotta, i pesantissimi effetti già subiti dall’auto potrebbero danneggiare in maniera perfino più pesante il settore dei veicoli commerciali”.

“Le relazioni sindacali partecipative – conclude Ficco – sono un valore da preservare. Il sistema partecipativo costruito progressivamente in quindici anni deve ora trovare conferma nel rinnovo del CCSL, che rappresenta una certezza per i lavoratori in un passaggio così delicato”.

 

Ufficio Stampa UILM