“Non siamo noi ad aver voluto rompere il confronto con il Governo, ma abbiamo deciso, con grande senso di responsabilità, di interrompere una trattativa che non offre alcuna prospettiva di rilancio per l’ex Ilva e per migliaia di lavoratori. Le proposte che ci sono state presentate sono inaccettabili perché partono da un presupposto gravissimo: utilizzare i lavoratori per fare cassa”. Lo dichiara Rocco Palombella, Segretario generale Uilm.
“Il piano illustrato dal Governo – aggiunge – prevede un aumento esponenziale dei lavoratori in cassa integrazione, fino a raggiungere nei prossimi mesi 6.000 unità. Un numero insostenibile, che si aggiunge all’assenza totale di un piano industriale credibile. Dopo aver parlato in passato di piani di risalita e successivamente di ipotesi di vendita, ora si presenta un cosiddetto ‘piano corto’: corto non nel tempo, ma nella prospettiva, perché ciò che rimane prima della chiusura definitiva è davvero poco”.
“Abbiamo seguito con responsabilità ogni fase di questo percorso – prosegue Palombella – accettando il confronto nella speranza che si potesse costruire una via di rilancio produttivo e occupazionale. Oggi, però, ci troviamo di fronte a un piano rinunciatario, che condanna non solo i lavoratori, ma intere comunità come quella di Taranto e di tutti gli altri siti, a una chiusura inesorabile. Non possiamo essere complici di questa scelta”.
“Denunciamo con forza – conclude Palombella – la gestione scellerata di una vicenda tanto delicata. Domani riuniremo i lavoratori per decidere insieme le iniziative da intraprendere, perché questa battaglia riguarda il futuro dell’industria e del lavoro nel nostro Paese”.
Ufficio Stampa UILM
