“Questa mattina centinaia di lavoratori dell’ex Ilva di tutti gli stabilimenti hanno scioperato e hanno fatto sentire forte e chiara la propria voce per chiedere al Governo interventi urgenti e concreti per risolvere una situazione vicina a un punto di non ritorno. Dopo mesi di parole da parte di tanti, spesso mistificatorie della realtà, annunci smentiti dopo poche ore e nessuna misura concreta, ci aspettiamo da tutte le istituzioni, locali e nazionali, l’assunzione di responsabilità perché non siamo mai stati così vicini alla chiusura dell’ex Ilva. Negli stabilimenti i lavoratori vivono una condizione di estrema precarietà e incertezza e questo è intollerabile. Dopo il fallimento della gara per la vendita, la presentazione di offerte irricevibili che rappresenterebbero un disastro occupazionale, la maggior parte degli impianti fermi, produzione al minimo e 4.500 persone in cassa integrazione, è il momento che il Governo dica cosa vuole fare per il futuro di 20mila lavoratori e intere comunità. Noi non possiamo accettare che si continui a restare in silenzio mentre le fabbriche si stanno spegnendo giorno dopo giorno. Ora il Governo deve uscire allo scoperto, presentare un piano industriale credibile e fattibile con un progetto concreto di decarbonizzazione per avviare da subito la transizione alla produzione con forni elettrici e DRI. Tutto questo deve avere al centro il ruolo dello Stato che deve prendere in mano la gestione dell’azienda. Non ci sono altre strade e il Governo non può proseguire a lanciare la palla in avanti. È il momento delle scelte, è il momento della responsabilità e delle decisioni chiare e definitive per garantire un solido futuro ambientale, occupazionale e industriale. Il 28 ottobre sarà la prova del nove per il Governo: non accetteremo ulteriori rinvii”.
Lo dichiara Rocco Palombella, Segretario generale Uilm.
Ufficio Stampa UILM
