Ex Ilva; Gambardella (Uilm): “Confronto su CIGS solo dopo incontro a Palazzo Chigi del 9 marzo, il governo dica ai lavoratori come vuole risolvere la vertenza”

 

“La prospettiva dell’ex Ilva è sempre più drammatica, anche a seguito della sentenza odierna del Tribunale di Milano che ha chiesto all’Amministrazione straordinaria di Acciaierie d’Italia di adempiere alle prescrizioni dell’AIA, pena la disapplicazione parziale della stessa con conseguente sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo. In ragione di questo provvedimento, per il quale i commissari hanno espresso la necessità ed il tempo per analizzarlo ed assumere le decisioni del caso, ADI in AS ha chiesto ai rappresentanti del ministero del lavoro, nel corso dell’incontro odierno per la proroga della CIGS per 4.450, di sospendere la procedura ed aggiornare il tavolo. La UILM, in ogni caso, non si sarebbe resa disponibile al confronto sulla cassa integrazione in mancanza di un incontro di aggiornamento del tavolo a Palazzo Chigi, da tempo più volte richiesto, per il quale ci siamo autoconvocati per il giorno 9 marzo”. Lo dichiara Guglielmo Gambardella, Segretario nazionale Uilm.

“Ormai la vertenza ha assunto caratteri paradossali perché, dall’ultimo incontro del 18 novembre scorso presso la Presidenza del Consiglio, apprendiamo notizie sul futuro dell’ex ILVA solo attraverso dichiarazioni stampa del MiMIT e dal possibile acquirente, gruppo Flacks” sottolinea.

“Nessun riscontro ufficiale sul piano industriale, ambientale, su livelli occupazionali, assetto impiantistico e volumi di investimento” continua.

“Nel frattempo – aggiunge – i commissari fanno sempre più fatica, fra provvedimenti della magistratura e difficoltà finanziarie, a dare continuità produttiva agli stabilimenti ed a ricorrere all’utilizzo crescente della CIGS” aggiunge.

“I lavoratori di ADI in AS, ILVA in AS e dell’indotto continuano ad essere le uniche vittime delle mancate decisioni politiche, del governo e delle istituzioni tutte” prosegue.

“Siamo ormai arrivati quasi al punto di non ritorno – conclude – Il governo è ancora in tempo per salvare un asset strategico per il Paese. E’ l’ora della responsabilità, è il momento delle decisioni che riguardano il destino di 20.000 lavoratori. La Presidente del Consiglio assuma la regia della vertenza e indichi il piano di salvataggio”.