Si è svolto oggi il Consiglio territoriale della Uilm di Brindisi, concluso dal Segretario generale della Uilm, Davide Sperti, dedicato alla situazione industriale e occupazionale della provincia e alle prospettive di un territorio attraversato da una profonda trasformazione produttiva.
Nei primi sei mesi del 2026, nella provincia di Brindisi sono state utilizzate 931mila ore di cassa integrazione, il 17% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Brindisi ospita, in particolare, un distretto aeronautico e aerospaziale caratterizzato da produzioni ad alto contenuto tecnologico, dalla componentistica strutturale ai materiali compositi avanzati fino alla motoristica, con la presenza di imprese di grandi dimensioni e di una rete di piccole e medie aziende specializzate.
Allo stesso tempo, il progressivo superamento del carbone sta modificando profondamente l’assetto industriale della provincia e apre una fase delicata di riconversione, nella quale sarà decisivo accompagnare i nuovi investimenti salvaguardando il patrimonio di competenze e professionalità costruito negli anni.
“Brindisi non parte da zero. Qui esistono industria, competenze, professionalità e una cultura del lavoro che non possono essere disperse – dichiara Davide Sperti, Segretario generale della Uilm –Dall’aerospazio alla meccanica di precisione, dall’impiantistica alle attività legate all’energia, questo territorio possiede una base industriale importante sulla quale bisogna continuare a investire. La transizione va però governata. Non possiamo accettare che il superamento di vecchi modelli produttivi si traduca semplicemente nella scomparsa di posti di lavoro o nell’indebolimento dell’apparato industriale. I numeri della cassa integrazione ci dicono che non possiamo abbassare la guardia. La Uilm continuerà quindi a chiedere che ogni processo di riconversione abbia al centro il lavoro e l’industria. Brindisi non può diventare un territorio che assiste alle trasformazioni decise altrove: deve essere protagonista del proprio futuro industriale. E per esserlo bisogna partire da ciò che già possiede, tutelando le sue competenze e creando le condizioni perché nuovi investimenti producano buona occupazione e sviluppo duraturo”.
