Consiglio Uilm Abruzzo; Sperti (Uilm): “Difendere il tessuto industriale del territorio. La ripartenza di Stellantis deve trascinare con sé tutta la filiera”

Si è svolto oggi, presso il Centro Agorà di Atessa, il Consiglio regionale della Uilm Abruzzo, alla presenza del Segretario generale Uilm, Davide Sperti. Al centro del confronto la situazione industriale e occupazionale dell’Abruzzo dove i numeri restituiscono un quadro fatto di luci e ombre. Nel primo semestre del 2026 sono state utilizzate 6,7 milioni di ore di cassa integrazione, in calo del 35% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ma nella metalmeccanica della provincia di Chieti la tendenza è opposta: le ore di cassa integrazione sono salite a 2,4 milioni, con un aumento del 33%, e per il 92% si tratta di cassa straordinaria.

Una contraddizione che racconta il territorio. Da una parte c’è Stellantis Atessa, dove oggi lavorano 4.135 persone e dove finalmente si intravede una prospettiva più solida: oltre un miliardo di euro di investimenti entro il 2030, l’assegnazione della nuova generazione del Ducato dalla fine del 2029, la conclusione del contratto di solidarietà e il ritorno sui tre turni. Dall’altra, resta forte la sofferenza dell’indotto e della componentistica.

Preoccupano in particolare la situazione della Marelli di Sulmona, che continua ad attendere investimenti e nuove commesse, quella della Denso di San Salvo, dove l’occupazione è passata dai 1.180 dipendenti del 2022 a poco più di 600 previsti entro novembre, e i primi effetti delle gare per le forniture del nuovo Ducato. Alla Isringhausen di San Salvo la perdita di una parte della futura commessa dei sedili rischia, infatti, di coinvolgere oltre 70 lavoratori che da più di vent’anni operano per lo stabilimento di Atessa.

“Questo territorio non ha bisogno di essere rassicurato, ha bisogno di essere difeso”, dichiara il Segretario generale Uilm, Davide Sperti. “Ad Atessa abbiamo conquistato risultati importanti che non li sottovalutiamo, ma sappiamo anche quanto abbiamo pagato per arrivare fin qui: dalla nascita di Stellantis lo stabilimento ha perso circa 2.500 lavoratori e nel 2025 la produzione è scesa a 166 mila veicoli, il dato peggiore degli ultimi diciassette anni dopo il 2009”.

“Adesso – prosegue Sperti – non possiamo permettere che il futuro di Atessa venga costruito sacrificando il suo indotto. Dietro ci sono uomini e donne che per venti o trent’anni hanno costruito quei componenti, famiglie che vivono di quei salari e territori che hanno legato il proprio destino all’industria. Per questo chiediamo a Stellantis di assumersi fino in fondo la propria responsabilità nei confronti della filiera e chiediamo a Governo e Regione di accompagnare questa fase con una vera politica industriale. La Val di Sangro ha costruito in quarantacinque anni uno dei patrimoni industriali più importanti del Mezzogiorno. Noi quel patrimonio lo difenderemo, perché non appartiene soltanto al passato: deve diventare la base del lavoro e dell’industria dei prossimi decenni”.