Come costruire un’economia solida in una società liquida

RASSEGNA STAMPA

Uilm Nazionale

 

Come costruire un’economia solida in una società liquida

Come costruire un’economia solida in una società liquida

L’editoriale di “Fabbrica Società” il giornale della Uilm che sarà on line sabato 14 gennaio

La domanda ricorrente è “Che 2017 sarà”. Nessuna risposta può soddisfare appieno la curiosità dell’intervistatore pressante.

LA SOCIETÀ LIQUIDA DI BAUMAN

Il senso d’incertezza è ben rappresentato dalle parole di Zygmunt Bauman: “Nella modernità attuale – ha scritto il filosofo polacco, scomparso ieri sera all’età di 91 anni – tutto è permeato dalla liquidità. Il mondo di oggi, frutto della globalizzazione, non ha né la struttura, né la solidità di un tempo. Le nuove forme di produzione e di rapporti umani sono anonime, mutevoli, effimere”. La crisi persistente della comunità rende fragili i contorni della società, che si presenta come un’entità liquida.

LA RICETTA DI RISSO DELLA SWG PER USCIRE DALLA CRISI 

Per capire, allora, ci rivolgiamo ai sondaggi. Ce n’è uno, curato dalla società Swg, che ci racconta il senso dilagante della delusione tra gli italiani, ma anche il forte desiderio di cambiare. “La popolazione del nostro Paese – spiega Sergio Risso, direttore scientifico della società di ricerca in questione – è alla ricerca di una ricetta per uscire dalle attuali secche. La sfida è quella di un nuovo contratto sociale e intergenerazionale in grado di smuovere la nazione dalle fondamenta. Il 2017 può essere un anno programmatico in cui le forze politiche rielaborano la propria proposta per il Paese e definiscono, sull’altezza di questa sfida, l’identità del proprio gruppo dirigente. Lasciando i lidi del presenzialismo, del botta e risposta, dei prescelti perché fedeli, per mettere in campo risposte politiche alte, persone capaci, pensieri lunghi e lungimiranti sul valore della comunanza e della crescita per tutti e non solo per pochi”.

PRODI E IL PAESE CHE CRESCE POCO 

La crescita economica del mondo sarà intorno al 3%, con uno sviluppo del 2% nei paesi più prosperi e con una crescita del 4% in quelli in via di sviluppo. Negli Stati Uniti la crescita sarà di due punti e mezzo percentuali, mentre quella europea di un punto in meno. “Quindi – spiega l’ex premier Romano Prodi – non andremo oltre l’1,5%, con un’Italia che rimane nell’ultima parte del plotone di coda, piazzandosi al di sotto dell’1%. Questo perché nel nostro Paese la crescita dei consumi sarà relativamente modesta sia a causa della stagnazione dei salari sia per effetto di un ulteriore peggioramento della distribuzione dei redditi”.

IL LEGGERO AUMENTO NEGLI INVESTIMENTI 

Di certo, si potrà registrare un leggero aumento negli investimenti, grazie agli incentivi presenti nella Legge di Bilancio 2017, indispensabili per l’ammodernamento dell’obsoleto capitale nazionale e determinanti per avviare il piano Industria 4.0 fortemente voluto dal ministro Carlo Calenda. Proprio gli investimenti rivolti ai settori del manifatturiero, della siderurgia e dell’auto saranno determinanti per far alzare la testa all’industria nostrana nel mondo.

DI VICO E LA CENTRALITÀ POLITICA DELL’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA

“Il ‘900 è lontano – ha scritto in un tweet Dario Di Vico, editorialista del Corriere della Sera – ma ci ha lasciato la centralità politica dell’industria dell’auto negli equilibri mondiali. Chi l’avrebbe detto”. Così si spiegano l’investimento di un miliardo di dollari da parte di Fca negli Usa, la creazione al di là dell’Oceano di duemila nuovi posti di lavoro,la ventilata fusione tra Gm e la stessa Fca.

AL VOTO ENTRO IL 2017

Entro il 2017 Olanda, Francia, Germania e molto probabilmente anche l’Italia andranno al voto politico. Il tempo che rimane al governo guidato da Paolo Gentiloni andrebbe impiegato fin d’ora nel determinare un cambio di passo strutturale ai contenuti della prossima manovra di Bilancio.

La società sarà pure liquida, ma il Paese non vuole stare in mezzo al guado.

Ufficio Stampa Uilm
Roma, 10 gennaio 2017