“Non ci lascia per nulla tranquilli l’aver appreso che la situazione aziendale di Berco continua ad essere difficile. Nonostante i primi segnali positivi e la possibile crescita nei mercati internazionali, a partire da quello canadese, occorre ancora altro tempo per ritornare ad una condizione di sostenibilità economica e produttiva. I conti ancora non migliorano nonostante il miglioramento del costo del lavoro a seguito della fuoruscita di 281 lavoratori di Copparo”. Lo dichiarano Guglielmo Gambardella, Massimo Zanirato e Alberto Finessi, rispettivamente segretario nazionale Uilm, Coordinatore Uil Ferrara e responsabile Uilm Ferrara a margine dell’incontro odierno, svolto in remoto, con i rappresentanti del MIMIT, della regione Emilia Romagna e Veneto ed il management di Berco.
“Continuiamo ancora a credere che il punto di svolta per Berco possa avvenire solo con la realizzazione di una collaborazione industriale con soggetti industriali, nel campo della Difesa, di cui sono in corso interlocuzioni molto intense, favorite dal ministero delle Imprese e del Made in Italy” sottolineano.
“Ma occorre – aggiungono – come abbiamo affermato come Uil e Uilm, farsi trovare pronti in termini impiantistici ed in termini di competenze per queste future eventuali sfide”.
“Bisognerebbe, a nostro avviso, prevedere investimenti oltre i 20 milioni già pianificati per le attività che rientrano nell’attuale perimetro di Berco e maggiore incisività commerciale” proseguono.
“In sintesi uno sforzo maggiore dell’azienda e della sua capogruppo Thyssenkrupp al pari dello sforzo dei sacrifici che da mesi stanno subendo i lavoratori con la cassa integrazione e la rimodulazione dei trattamenti economici integrativi” continuano.
“Abbiamo quindi chiesto di poter affrontare nel dettaglio l’andamento aziendale, investimenti e organizzazione del lavoro in un incontro in sede locale, anche a valle dei già pianificati incontri, a partire da quello previsto il prossimo 13 ottobre, con le industrie della Difesa” concludono.
Ufficio Stampa UILM
