Nella data di ieri, 21 aprile — a distanza di pochi giorni dal precedente — si è svolto il secondo incontro convocato dal Ministero della Giustizia (Dipartimento per l’innovazione tecnologica) alla presenza delle Organizzazioni Sindacali, delle compagini industriali subentranti (Fastweb, DXC, RTI Accenture-Engineering) e di Topnetwork in qualità di compagine uscente.
Il tema centrale dell’incontro è stata la tutela dei 174 lavoratori impiegati nel servizio di assistenza agli utenti del Ministero. La nostra richiesta è stata da subito netta: pieno assorbimento dell’intera platea dei lavoratori, garantendo la continuità occupazionale e professionale in vista del subentro previsto per il 1° maggio.
Mancanza di trasparenza e rischi occupazionali
A soli 9 giorni dalla scadenza della commessa, dobbiamo denunciare con forza che questa trasparenza e questa chiarezza ancora non ci sono. Nonostante la finalità dichiarata dal Ministero fosse quella di “tutelare i lavoratori”, gli interlocutori aziendali non sono stati in grado di fornire certezze sul passaggio di tutto il personale. Ad oggi, i dati emersi indicano che una percentuale significativa di lavoratori non è stata, di fatto, riallocata nel piano dei subentranti.
Non è accettabile che un’offerta vinta al ribasso si scarichi direttamente sui livelli occupazionali. È inaccettabile, specialmente in un appalto ministeriale di tale rilevanza, che il “margine” delle imprese vincitrici venga costruito lasciando a casa chi ha servito l’Amministrazione con dedizione per oltre dieci anni.
Servizio a rischio
Ci chiediamo, e lo abbiamo chiesto formalmente al Direttore dell’Esecuzione del contratto, se la riduzione dell’organico che le aziende sembrano intenzionate ad attuare sia realmente compatibile con il mantenimento dei livelli di servizio (SLA) finora garantiti. Il rischio è che dal 1° maggio non vengano colpite solo le famiglie dei lavoratori, ma la stessa efficienza della macchina della Giustizia italiana.
Le nostre richieste
Esigiamo l’applicazione rigorosa della clausola sociale di salvaguardia. Oltre che per i lavoratori e le loro famiglie, siamo preoccupati che la riduzione del personale comprometta la qualità del servizio pubblico e che si crei un precedente pericoloso dove il risparmio economico prevale sulla dignità del lavoro nelle commesse dello Stato.
Non permetteremo che l’avvicendamento tra operatori economici si trasformi in un dramma sociale. Restiamo in attesa di un riscontro immediato e risolutivo da parte del Ministero e del RTI subentrante. In assenza di risposte concrete e della garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali per tutti i lavoratori coinvolti, le scriventi Organizzazioni Sindacali dichiarano sin da ora la propria intenzione ad attivare ogni iniziativa sindacale, ivi incluso lo stato di agitazione, a tutela dei lavoratori interessati.
Fim-Fiom-Uilm nazionali
