Si è riunito il 9 settembre in modalità online il Consiglio Nazionale della UILM, coordinato dal presidente Lorenzo Fusco, a cui hanno preso parte il Segretario generale Davide Sperti e tutta la Segreteria nazionale. All’ordine del giorno alcuni importanti adempimenti statutari e un aggiornamento sulle principali vertenze metalmeccaniche italiane.
Nella sua relazione introduttiva Sperti ha fotografato lo stato dell’arte del nostro sistema industriale manifatturiero.
La madre delle vertenze, ovvero quella dell’ex Ilva, è la crisi industriale che più di tutte fa emergere la mancanza di visione e di politica industriale del nostro Paese. L’ultimo incontro a Palazzo Chigi dell’8 settembre non ha prodotto alcun passo in avanti. Rispetto all’offerta di Jindal e alle altre manifestazioni di interesse paventate dal Ministro Urso, la UILM ha ribadito come non sia la carta di identità italiana a rendere credibile un eventuale investitore, ma lo è un piano industriale realizzabile che metta insieme salute, ambiente e lavoro con un cronoprogramma preciso e investimenti certi. Inoltre tutto il Consiglio ha condiviso la necessità di una presenza pubblica forte da parte dello Stato italiano, come garanzia per il futuro dell’ex Ilva e la salvaguardia degli stabilimenti.
Rispetto all’incontro a Palazzo Chigi l’unica notizia positiva è la messa in stand-by dei licenziamenti di 2.500 lavoratori dell’indotto, che purtroppo sono solo sospesi e non cancellati definitivamente, in attesa della sentenza del Tribunale di Milano.
Anche per quanto riguarda Piombino, sebbene il Ministro Urso continui a vantarsi degli accordi di programma, l’area a caldo è stata chiusa nel 2014 e negli anni Jindal non ha mai rispettato gli impegni.
La UILM non ha condiviso l’accordo di programma firmato a luglio da Governo, Regione e Comune e che ad oggi non ha prodotto nulla di concreto.
Emblematico e paradossale il caso delle Acciaierie Valbruna, dove un’industria che funziona viene messa in difficoltà dalle stesse istituzioni che dovrebbero invece tutelarla. Grazie alla lotta dei lavoratori le concessioni sono state rinnovate e il pericolo scongiurato.
Altra vertenza centrale è quella dell’elettrodomestico che soffre una serie di condizioni che riguardano l’Europa e in modo particolare l’Italia. Electrolux e Beko si trovano entrambe in una situazione di crisi industriale che rischiano di aggravarsi rapidamente. Tutto questo a valle già di una forte riduzione del personale avvenuto negli anni e sacrifici fatti dagli stessi lavoratori.
Nonostante questo Electrolux ha dichiarato migliaia di esuberi e la chiusura del sito di Cerreto D’Esi, nelle Marche. La UILM si è sempre opposta a quella che da subito è parsa come una ritirata strategica del Gruppo. Il costo dell’energia e dell’acciaio, un quadro regolatorio europeo incerto non possono essere risolti tagliando posti di lavoro. Sarà una vertenza lunga, dura e complessa, ma grazie alla lotta dei lavoratori la trattativa sta andando avanti e ancora non è conclusa. La UILM vuole salvaguardare tutti gli stabilimenti e ha ribadito che “resisterà ancora un minuto in più di Electrolux”. Il 15 settembre ci sarà uno sciopero nazionale a Cerreto D’Esi, che precederà un ulteriore incontro al Mimit per capire quali passi compiere.
Anche per Beko l’incontro del 1° ottobre dovrà essere decisivo.
Il Consiglio ha poi ricordato come già dal 2022 la UILM aveva valutato criticamente il pacchetto europeo del Green Deal coniando lo slogan “Più salario e meno orario” come strumento per gestire le crisi industriali ma anche per rendere la fabbrica più attrattiva per le nuove generazioni. I frutti negativi di quel pacchetto di regole sono sempre più evidenti nel settore dell’automotive europeo, al centro di una crisi senza precedenti e che vede sempre più prepotente l’avanzata cinese, con partnership che vedono coinvolta la stessa Stellantis.
Il Consiglio ritiene necessario velocizzare, snellire e migliorare il “Made in Europe”, per attrarre investimenti e valorizzare le eccellenze per tornare a essere leader nel settore.
Il rinnovo del CCSL deve servire anche a gestire questa fase di trasformazione irreversibile nel settore dell’auto. Il Consiglio ha espresso la necessità di rinnovarlo nei tempi giusti e con la giusta retribuzione salariale, che possa restituire potere d’acquisto ai lavoratori. La UILM sarà impegnata nella costruzione della piattaforma con l’obiettivo di realizzare un buon contratto.
Da monitorare con attenzione anche la vertenza Iveco con la cessione al gruppo indiano Tata Motors, fatta salva la divisione difesa ceduta a Leonardo. Il 17 settembre è previsto un incontro al Mimit proprio con Tata dove sarà importante per discutere il nuovo piano industriale.
Il settore della Difesa si sta concentrando, almeno per quanto riguarda Leonardo, sul multidominio per un’integrazione di tutte le piattaforme.
La UILM è alle prese con il rinnovo dell’integrativo e il 22 settembre ci sarà la condivisione della piattaforma. La sperimentazione sulla riduzione oraria (presente nell’accordo in scadenza), come è stato ribadito dal Consiglio, per la UILM deve partire prima del negoziato su questo integrativo.
La cantieristica vive una fase positiva, Fincantieri si pone come Leader nel settore a livello internazionale con la sperimentazione anche di sistemi di Intelligenza Artificiale. È stato siglato a tal proposito un protocollo d’intesa con le parti sociali per la gestione corretta di uno strumento tanto innovativo quanto dirompente.
Il settore dell’ICT vive una condizione di incertezza a seguito della fine delle attività del PNRR e richiede un costante monitoraggio ed è l’esempio ulteriore di quello che una profonda trasformazione tecnologica può provocare anche in settori che dovrebbero invece saperla gestire.
In sintesi tutto il settore metalmeccanico, da sempre espressione di competenza, di visione, di valore, cuore pulsante dell’economia del nostro Paese, rischia di essere distrutto da politiche industriali europee e nazionali miopi. Per queste ragioni la UILM aderisce, insieme alla UIL, alla manifestazione indetta dalla Confederazione europea dei sindacati il 24 settembre a Bruxelles per protestare contro il quadro giuridico europeo cosiddetto “28esimo regime”. Il Consiglio ritiene infatti necessario utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per impedire la dispersione del nostro patrimonio umano e industriale.
Alla fine della discussione, il Consiglio ha eletto il Comitato Esecutivo della Uilm.
Roma, 9 settembre 2026 Approvato a maggioranza, con un astenuto
