“Abbiamo ribadito che l’ultimo decreto ex Ilva affronta l’emergenza occupazionale nell’immediato senza prevedere strumenti straordinari per rispondere ad una condizione strutturale già presente, indipendentemente dalla decisione della Cassazione. Infatti, sia il processo di cessione degli asset dell’ex Ilva che quello di rilancio industriale della siderurgia richiederà tempi lunghissimi. Questo aspetto è per noi inaccettabile e insostenibile per i lavoratori diretti ed indiretti”. Lo dichiara Guglielmo Gambardella, durante l’audizione congiunta della nona e decima Commissione del Senato riguardo l’esame del decreto legge 185/2026.
“Una prospettiva di sopravvivenza con gli ammortizzatori sociali per lunghi anni non è sostenibile socialmente – sottolinea – ai lavoratori che sono in procinto di maturare i requisiti per accedere al trattamento pensionistico deve essere messo a disposizione uno strumento che anticipi, con benefici contributivi, l’accesso alla pensione”.
“Anche in una prospettiva di rilancio industriale di elettrosiderurgia con utilizzo di tecnologie innovative e automazione della produzione, la base occupazionale richiesta sarà diversa da quella da ciclo integrale – aggiunge – Quindi, inevitabilmente, si dovrà affrontare una discussione sui futuri organici”.
“Proprio per questo motivo, ai lavoratori che non possono sostenere economicamente lunghi anni di permanenza in cigs in attesa di una ipotetica ricollocazione o rientro al lavoro con la nuova acciaieria, deve essere messo a disposizione, come avvenuto nel 2018 per i lavoratori di ILVA in AS, un incentivo all’esodo per poter costruirsi percorsi lavorativi alternativi”.
“Nell’arco della loro vita lavorativa all’interno dei siti dell’ex ILVA, i lavoratori hanno sostenuto lavori gravosi, faticosi, rischiosi ed esposizioni al ciclo integrale per la produzione di acciaio. È giusto, quindi, prevedere per i lavoratori, i benefici previsti per i lavori usuranti. Infine riteniamo fondamentale eliminare la percentuale di commesse delle aziende di indotto rispetto ad Acciaierie d’Italia per garantire una copertura e una tutela a tutti i lavoratori dell’appalto” conclude.
Ufficio Stampa Uilm
