DEDALUS: INACCETTABILI I LICENZIAMENTI, PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE

 

 

In data 15 ottobre si è tenuto l’incontro tra le Organizzazioni Sindacali FIM, FIOM, UILM, le RSU e Dedalus, nel corso del quale sono stati affrontati diversi temi relativi alla situazione aziendale, con particolare riferimento ai licenziamenti conseguenti alla soppressione dell’Accademy per la formazione.

 

Come Organizzazioni Sindacali abbiamo ribadito con forza che riteniamo irricevibile che la soppressione di una funzione aziendale si traduca automaticamente nella perdita del posto di lavoro, senza un percorso condiviso volto a individuare soluzioni alternative, a partire dalla riqualificazione professionale e dal ricollocamento interno delle persone coinvolte.

Dedalus è una realtà aziendale di dimensioni tali da poter e dover valutare con serietà tutte le opportunità disponibili. Siamo convinti che, con un impegno concreto e una reale volontà di investire sulle competenze delle persone, sarebbe stato possibile esplorare percorsi di reskilling e ricollocazione, anziché arrivare direttamente alla soluzione più drastica.

 

Riteniamo inoltre che le attività di formazione rappresentino una funzione strategica, tanto più in una fase di profonda trasformazione delle competenze, dei processi e dell’organizzazione del lavoro, anche per effetto dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione. Si tratta di professionalità fondamentali per accompagnare l’evoluzione dell’impresa e delle persone che vi lavorano, che rischiano troppo spesso di essere sottovalutate perché non direttamente riconducibili alle attività di delivery e fatturazione. Una visione miope, che non considera il valore della formazione come investimento sul futuro dell’azienda.

 

Nel corso dell’incontro si è inoltre svolto un approfondimento con la CFO sull’andamento economico e finanziario della società. L’azienda ha fornito rassicurazioni in merito alla gestione dei conti e ha affrontato il tema della futura uscita dei fondi dal gruppo, precisando che non si tratta di un passaggio previsto nell’immediato. Un tema che continueremo a monitorare, ma che non rappresenta al momento la priorità del confronto sindacale.

 

A margine dell’incontro, l’azienda ha anche comunicato di non aver previsto, per il 2026, il welfare aggiuntivo, dichiarando invece di essere al lavoro sul budget necessario a portare avanti la trattativa sul PDR.

 

Su questo punto la nostra posizione è chiara: deve essere individuata una soluzione che garantisca un riconoscimento economico anche per il 2026. Sarebbe inaccettabile che, a fronte dei risultati raggiunti, dell’andamento del fatturato e dell’impegno quotidiano dimostrato dalle lavoratrici e dai lavoratori, l’azienda scegliesse di non riconoscere loro una parte del valore prodotto.

 

Per queste ragioni convocheremo assemblee in tutte le sedi aziendali, con l’obiettivo di informare le lavoratrici e i lavoratori sulla situazione, illustrare i capisaldi che intendiamo portare al tavolo per il rinnovo del contratto integrativo e discutere collettivamente le iniziative necessarie per contrastare un atteggiamento aziendale che giudichiamo aggressivo e irrispettoso dell’occupazione e della dignità delle persone.

 

Come Organizzazioni Sindacali proclamiamo lo stato di agitazione. Saranno le assemblee a rappresentare il momento di confronto e di decisione collettiva sulle ulteriori iniziative da intraprendere.

 

La tutela dell’occupazione, la valorizzazione delle competenze e il riconoscimento del contributo delle lavoratrici e dei lavoratori non sono elementi accessori, ma condizioni fondamentali per costruire relazioni industriali serie e rispettose.

 

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali