Il 2 settembre 2026, presso l’Unione Industriali di Roma si è svolto il primo incontro della procedura di “licenziamento collettivo” avviata da Zenita successivamente alla procedura di trasferimenti collettivi.
La Direzione ha confermato il piano dei trasferimenti collettivi verso le sedi di Roma, Milano e la neo sede di Salerno, mentre rispetto all’avvio della procedura di licenziamento collettivo, la società ha affermato che si è trattato di un atto burocratico dovuto da una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea.
La Delegazione sindacale ha insistentemente chiesto alla Direzione di abbandonare il progetto dei trasferimenti collettivi, contestandone la logica e le motivazioni e ha ribadito la necessità di un confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – si ricorda che Cassa Depositi e Prestiti è nell’assetto societario di Zenita – sul piano industriale, che è alla base della decisione di operare i trasferimenti.
Relativamente ai licenziamenti collettivi, come è emerso nel confronto, la procedura avviata intende migliorare il più possibile la posizione di Zenita nei confronti di eventuali contenziosi legali con i dipendenti direttamente interessati mentre non garantisce nessuna certezza ai lavoratori che non intendessero accettare il trasferimento, in merito al mantenimento del rapporto di lavoro.
La Delegazione sindacale ha quindi deciso di convocare per giovedì 10 settembre dalle 15 alle 16 un’assemblea retribuita in videoconferenza di tutti i lavoratori e le lavoratrici Zenita per discutere della situazione e per decidere le iniziative sindacali che possano sbloccare la vertenza.
Fim Fiom Uilm nazionali, territoriali e le RSU
