“Siamo convinti che recuperare i motori italiani, che rappresentano un’eccellenza indiscussa, sia la strada non solo per rilanciare Termoli, ma anche per garantire un successo di mercato alle vetture ibride che verranno lanciate in tutti gli altri stabilimenti. Non possiamo permetterci di rinunciare a ciò che sappiamo fare, vale a dire la produzione di motori e cambi, per seguire le chimere di una gigafactory di cui si parla da anni ma che in concreto non riesce a concretizzarsi”. Lo dichiarano Rocco Palombella, segretario generale Uilm, Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, e Francesco Guida, segretario generale della Uilm di Termoli alla manifestazione oggi indetta a Termoli, a cui hanno partecipato oltre un migliaio di lavoratori e rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.
“A Termoli è già allocato un ottimo motore per vetture ibride, il GSE, che oggi si monta su Pandina e Fiat 500, e deve arrivare a settembre del 2026 il cambio EDCT, anche esso per vetture ibride. Bisogna rafforzare questa missione produttiva e in tale modo salvaguardare la fabbrica di Termoli e garantire il successo delle vetture ibride che devono essere lanciate negli altri stabilimenti italiani e che evidentemente richiedono una motorizzazione adeguata. Se un giorno arriverà una Gigafactory ne saremo lieti, ed è questa la ragione per cui chiediamo uno sgravio sul costo della energia che ne costituisce un presupposto essenziale, ma oggi è il momento di stare con i piedi per terra per evitare il rischio di una chiusura che non accetteremo mai”.
“Termoli è l’esempio perfetto dei disastri causati da una transizione verso l’elettrico mal concepita e peggio ancora gestita. L’Unione europea deve cambiare prima che sia troppo tardi, deve abrogare le famigerate multe alle case automobilistiche e il limite del 2035, ispirandosi ai principi di neutralità tecnologica e di libertà di scelta dei consumatori”.
Ufficio Stampa UILM
