Nelle giornate di lunedì 11 e martedì 12 maggio, è ripreso il confronto tra il Coordinamento nazionale sindacale di Sirti Telco e di Sirti Digital, le OO.SS. e le Direzioni aziendali presso la sede di Assolombarda con l’informativa delle due società su carichi di lavoro, prospettive per il 2026, PdR e analisi delle scelte societarie rispetto alle nuove organizzazioni delle aree di business.
Il confronto è iniziato con l’esposizione aziendale della società Digital Solution, partendo dai risultati negativi del 2025 (così come lo erano stati nel 2024), ma con una ripresa nel secondo semestre dopo il cambio e la nomina del nuovo AD che sta portando oggi, primo trimestre ’26, dopo una revisione anche dei budget, dei risultati positivi; anche attraverso il business di società controllate che operano all’estero e che rientrano nel bilancio societario. Destano forti preoccupazioni le attività nelle sedi di Lago Patria (Base Nato) e Belpasso, in quanto una parte delle attività correnti sono in proroga dei contratti scaduti e hanno una visibilità temporale limitata fino a dicembre ’26. Le esposizioni approssimative avute non ci permettono di dormire sonni tranquilli.
La discussione è poi proseguita con la società Sirti Telco e, a maggior ragione, la situazione futura è ancor più preoccupante!
Il primo punto affrontato è stato il consuntivo del PdR ’25: in quanto da Integrativo Aziendale, i parametri economici per il pagamento sono dettati dal bilancio consolidato di Gruppo (Sirti Spa) che, dai risultati operativi raggiunti, ha visto la società Telco raggiungere entrambi i parametri, ma che – per effetto delle negatività della Società Digital – vedono raggiunto solo il parametro delle Revenues, che pagherà per tutti i lavorati 254 euro nel prossimo cedolino.
Successivamente è stato riproposto quanto discusso nel coordinamento online del 26 marzo, con gli effetti del termine del PNRR.
I cali fisiologici avverranno soprattutto nella attività della Creation con percentuali piuttosto elevate con una previsione del -26% a lungo termine, così come le attività delle Assurance, -5%, anche se il calo previsionale è molto minore. Diverse invece le previsioni per le attività di Delivery, che saranno in crescita del 6% circa, ma con una concorrenza molto agguerrita sulle gare. Per queste ragioni la riorganizzazione su cui punta la società sarà divisa verticalmente tra Creation con circa 1100 lavoratori, Delivery & Assurance con circa 750 lavoratori e System con i restanti 550 lavoratori, su cui vanno aggiunti i circa 193 con contratti di somministrazione più le funzioni di Staff.
In questo scenario complicato, che vedrà anche un calo importante delle attività superiori al 20% sull’anno in corso, con la previsione anche di aggredire nuovi mercati (quali quello dell’energia e del ferroviario, dove necessitano competenze particolari e formazione dei lavoratori), non c’è nessuna condivisione dei percorsi con nessun rappresentante sindacale, ma con solo scelte unilaterali. Queste sono gestite, come emerso dalla discussione di coordinamento, anche in maniera approssimativa, dove si evince che neanche tra loro sanno effettivamente quello che accade quotidianamente sui cantieri, soprattutto – e non solo – con la gestione dei subappalti che ha raggiunto il 40% medio all’interno della società.
Con tutte queste problematiche da affrontare, anche in previsione di una scadenza dell’integrativo, la Direzione Aziendale trova rimedio, come primo approccio organizzativo del 2026, quello di chiudere il cantiere di Benevento e trasferire i 19 lavoratori presso la sede di Casandrino, pensando di ottimizzare i costi e rilanciare il business sull’area di Napoli; cantiere che, fino a poco tempo fa, era ritenuto anch’esso un problema costante. Questa decisione andrà scaricando su quei lavoratori i costi, dovendo percorrere quasi 200 km al giorno per andare a lavorare, e sulle loro famiglie il tempo negato per la permanenza fuori casa.
Come Fim Fiom Uilm abbiamo rimarcato con forza che il Coordinamento nazionale e tutte le Rsu hanno dimostrato sempre, anche davanti alle grosse difficoltà del passato, di accettare un confronto franco e onesto, anche a muso duro, anche nei luoghi di lavoro per sollevare le sorti di una società che negli anni – grazie anche al sacrificio dei lavoratori – è uscita dalla situazione fallimentare e di ristrutturazione del debito per riposizionarsi come società degna della storia passata.
In questi anni sono cambiati parecchi manager e AD ma, a quanto pare, il risultato non cambia: il lupo perde il pelo ma non il vizio!!
Il 2026 sarà un anno cruciale per Sirti.
Il PNRR in questi anni ha “dopato” il mercato; ora, con la conclusione di esso, l’azienda dovrà decidere quale sarà l’assetto futuro e quali scelte compiere per garantire una prospettiva solida che dia garanzie occupazionali per tutti i lavoratori.
Per queste ragioni, come Segreterie e Coordinamento nazionale, abbiamo chiesto che parta un confronto serrato sulle iniziative industriali che l’azienda decide di mettere in campo per il futuro e l’immediata revoca della procedura di chiusura del sito di Benevento, con il ripristino delle corrette relazioni sindacali come primo punto per rispetto nei confronti degli interlocutori e per la dignità dei lavoratori.
Non accetteremo un ritorno al passato! Se ciò non avverrà, visto che successivamente le problematiche da gestire saranno tante, si riterranno interrotte tutte le relazioni sindacali a data da destinarsi e si inizieranno azioni mirate in tutti i cantieri nazionali su tutte le gestioni approssimative in tema di: accordi di flessibilità, ferie, reperibilità, interventi programmati, trasferte, sicurezza, formazione e integrativo.
Fim, Fiom e Uilm nazionali e
i Coordinamenti sindacali Sirti Telco e Sirti Digital
