“Nell’incontro tenutosi oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Direzione di Pierburg ci ha riferito di essere ancora in trattativa con due potenziali acquirenti, ma di non essere ancora giunta a nessuna proposta vincolante; per giunta i soggetti in questione sarebbero non industriali, bensì fondi finanziari. Dobbiamo quindi amaramente constatare che perdura l’incertezza per i siti di Livorno, di Lanciano e di Torino, per un totale di 340 dipendenti diretti e di 35 somministrati a tempo indeterminato”. Lo riferiscono Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, e Lorenzo Fusco, segretario generale della Uilm Toscana Sud Est, e Ilaria Landi, della segretaria Uilm Toscana Sud Est.
“Dinanzi a tanta grave incertezza a Pierburg – rivendicano Ficco, Fusco e Landi – chiediamo di fornire garanzie occupazionali preliminari alla eventuale futura vendita, non inferiori a quelle offerte ai lavoratori tedeschi coinvolti in analoga vicenda. Al contempo però alla capogruppo Rheinmetall chiediamo di rivalutare la possibilità di una riconversione industriale dall’automotive alla difesa, tanto più che in futuro avrà molto lavoro da realizzare anche per conto dello Stato italiano”.
“Si continua – concludono Ficco, Fusco e Landi – a vagheggiare in astratto possibili riconversioni industriali dai settori in crisi, come l’automotive , a quelli in espansione, come aero spazio e difesa; ma poi in concreto non si riesce a procedere in tal senso nemmeno in una situazione come questa in cui la capogruppo Rheinmetall è impegnata direttamente nel militare e addirittura si sta aggiudicando grandi commesse con lo Stato italiano. Il Governo a nostro avviso avrebbe ogni motivo e ogni leva per intervenire, scongiurando dismissioni rischiosissime e favorendo per una volta una riconversione effettiva”.
Il prossimo incontro è fissato per il 28 aprile.
