Si è svolto oggi, 19 dicembre 2025, a Milano nella sede di Assolombarda e in collegamento, il secondo incontro per la procedura di licenziamento di 23 dipendenti inviata lo scorso 18 novembre dalla Micron Semiconductor Italia
Durante l’incontro le Organizzazioni sindacali e le RSU, anche alla luce dei risultati della società a livello globale e dei riconoscimenti di recente avuti anche da persone impattate, hanno confermato la propria contrarietà ai licenziamenti collettivi che non siano su base volontaria e incentivata.
Hanno quindi richiesto di mantenere aperta la procedura per il periodo massimo consentito dalla legge, cioè 12 mesi, per permettere alle persone di maturare eventuali altri contributi utili per andare in pensione e per confermare che non ci sia una ulteriore ristrutturazione già a partire da Marzo 2026, infatti una volta definita una procedura di licenziamento collettivo su un determinato arco temporale, non se ne può avviare un’altra.
Ciò significherebbe anche dare un segnale di solidità dell’azienda in Italia almeno per tutto il 2026, cioè il tempo di durata della procedura.
Oltre naturalmente a consentire di esplorare anche soluzioni di ricollocazione dei dipendenti interessati dalla procedura di licenziamento anche su aziende sul territorio che stanno cercando tali profili, che lo ricordiamo sono di assoluto rilievo per professionalità e seniority.
Alla Direzione aziendale è stato inoltre chiesto di conoscere i numeri relativi a quanti lavoratori, tra quelli interessati sempre dalla procedura, possono essere “accompagnati” alla pensione e quanti potrebbero essere ricollocati su posizioni di lavoratori non impattati dalla riorganizzazione, che, sempre su base volontaria e incentivata, potrebbero lasciare la Micron. Infine, la Delegazione sindacale ha proposto alla Direzione aziendale di ragionare su come eventualmente sostenere i dipendenti che si possano ricollocare in aziende del territorio.
La Direzione ‘aziendale ha chiarito che la leva principale su cui pensa di agire per proseguire con la trattativa è quella della non opposizione al licenziamento collettivo incentivato da un pacchetto di uscita che al momento ammonta a 2 RAL (inclusive di 4 mesi di mancato preavviso), a cui si aggiungere la NASPI (indennità di licenziamento della durata di 2 anni).
Anche su questo aspetto, RSU e Organizzazioni sindacali hanno rimarcato l’ottima salute dell’azienda con i record storici segnati anche dall’andamento in borsa. Inoltre ci sono dei precedenti di ristrutturazione con pacchetti ben più sostanziosi (vedi Catania).
Secondo la legge 223/91 allo scadere dei 45 giorni (2 Gen 2026) dall’avvio della procedura, si dovrà dare comunicazione al ministero del lavoro e alle Regioni interessate del mancato accordo per poi proseguire il confronto anche con questi soggetti.
E’ stato fissato un nuovo incontro il 7 gennaio, sempre presso Assolombarda, a Milano alle ore 11:30 durante il quale la Direzione aziendale dovrà fornire risposte alle richieste sindacali dopo un confronto con la “casa madre”.
La Rsu Micron
Fiom e Uilm nazionali
