Marelli: cambio contratto da CCSL a CCNL non deve pregiudicare salario e tutele dei lavoratori; chiediamo chiarimento sulle prospettive industriali.


Oggi Marelli ci ha informato che nei prossimi giorni ci formalizzerà la disdetta del Contratto collettivo specifico di Lavoro, originariamente nato come contratto Fiat, e di avere intenzione di applicare il Contratto nazionale dell’Industria metalmeccanica. Tuttavia la Direzione aziendale ha aggiunto che intende applicare il CCNL entro il 2023, continuare a applicare in via provvisoria la regolamentazione del CCSL e aprire da subito con il sindacato una trattativa per arrivare ad accordo di gruppo che salvi le specificità del CCSL adattandole al nuovo contesto di Marelli e armonizzandole con i trattamenti del CCNL. Nel frattempo continuerà provvisoriamente ad essere applicata la regolamentazione del CCSL. La scelta è determinata dal fatto che Marelli non ha più alcun legame societario con le altre imprese firmatarie del CCSL e vuole quindi tracciare una strada di relazioni industriali e sindacali autonome. Peraltro la Direzione aziendale ha dichiarato che per Marelli è importante, in qualità di leader della componentistica, rappresentare i propri interessi all’interno di un sistema di rappresentanza confindustriale, oggi finalmente impegnato ai tavoli istituzionali sul processo di transizione ecologica.
Come sindacato prendiamo atto della scelta di Marelli, ma accogliamo positivamente la disponibilità ad aprire un confronto. Rivendichiamo che i lavoratori non perdano nulla dei trattamenti di miglior favore che attualmente sono previsti dal CCSL rispetto al CCNL e che a questo punto dovranno essere recepiti in un accordo di secondo livello. A scopo esemplificativo, ricordiamo che il CCSL rispetto al CCNL prevede paghe base più alte, maggiorazioni e indennità superiori, voci salariali aggiuntive, nonché un sistema premiante. Ma lo stesso CCNL prevede la possibilità di un secondo livello contrattuale e noi lo negozieremo senz’altro.
A preoccuparci davvero sono piuttosto i rapporti commerciali fra Stellantis e Marelli, che stiamo percependo come sempre più tesi. Molti stabilimenti sono difatti monocommittenti e sia chiaro che la difesa dell’occupazione resta la nostra assoluta priorità. Vigileremo in ogni sede e assumeremo tutte le iniziative necessarie a difendere i lavoratori Marelli.

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