MA: prossima la chiusura della procedura di composizione negoziata della crisi; permane incertezza sulle future commesse.

 

 

Nell’informativa svoltasi oggi a Roma, la Direzione di MA ha presentato il quadro generale di mercato.

Nei 5 stabilimenti italiani di Chivasso, Atessa 1 e 2, Melfi e Cassino e nel quartier generale di Rivoli, l’occupazione è passata a 1.099 dipendenti dai 1.230 del 2024; il calo occupazionale in gran parte è avvenuto nelle funzioni direttive. A giudizio della Direzione di MA sussiste ancora però uno sbilanciamento verso gli addetti indiretti alla produzione, per cui nel 2026 si prospetta proprio nel quartier generale una ulteriore procedura di uscite volontarie incentivate.

A Melfi e a Cassino proseguirà invece l’utilizzo degli ammortizzatori sociali; per lo stabilimento di Cassino prosegue inoltre la ricerca di un investitore che si impegni ad una sua riconversione, i cui dettagli sono ancora ricoperti dal vincolo di riservatezza ma i cui esiti saranno sottoposti alla condizione dell’accoglimento sindacale; per il futuro di Melfi invece sarà decisiva la aggiudicazione della commessa del nuovo Ducato che dovrà entrare in produzione dopo il 2030, per cui come sindacato abbiamo chiesto un coinvolgimento tempestivo anche al fine di poter esercitare le massime pressioni possibili.

Ad Atessa 1 e 2 è prevista una riduzione dei lavoratori somministrati per ovviare alla perdita dei D-pillar diretti al Messico; anche qui naturalmente sarà decisiva la aggiudicazione della commessa del futuro Ducato.

A Chivasso infine prosegue l’utilizzo seppur ridotto della cassa integrazione; inoltre è in corso un tentativo di diversificazione della produzione anche per affrontare eventuali scossoni relative alle commesse Iveco dopo il 2029.

C’è ottimismo sulla chiusura oramai prossima della procedura di composizione negoziata della crisi.

Più problematica invece appare la prospettiva industriale, poiché MA non è riuscita ad aggiudicarsi le ultime commesse messe a gara da Stellantis; di recente in verità c’è stato un miglioramento dei rapporti con Stellantis, ma le ricadute positive restano tutte da verificare. Con Iveco le commesse sono invece stabili, anche se il rapporto pare un po’ appannato rispetto al passato.

In ogni caso la Direzione di MA ha dichiarato di prefiggersi la continuità produttiva delle fabbriche italiane e l’intenzione di svolgere eventuali ristrutturazioni di intesa con le organizzazioni sindacali.

Come sindacato abbiamo espresso l’esigenza di riprendere il confronto a valle della chiusura di composizione della crisi e della auspicata definizione del piano industriale di Stellantis e di Iveco. Di conseguenza il prossimo appuntamento nazionale è fissato per il 7 luglio 2026.

 

Fim, Fiom, Uilm, Uglm, Fismic Nazionali