“Gli impegni assunti da Tata Motors a salvaguardare gli stabilimenti e i dipendenti di Iveco può rassicurarci solo in parte, soprattutto in una logica di lungo periodo, ragion per cui chiediamo al Governo di aiutarci a difendere questa prestigiosa azienda italiana che pare oramai destinata a passare in mani straniere”. Lo dichiara Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, al termine dell’incontro tenutosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy all’indomani dell’annuncio della cessione di Iveco.
“È certamente positivo che Tata Motors ed Iveco non presentino sovrapposizioni produttive in Europa e che abbiano sottoscritto impegni non finanziari finalizzati a rispettare l’identità aziendale, a mantenere la sede principale di Iveco a Torino, a non chiudere alcun impianto e a non ridurre l’occupazione come conseguenza diretta dell’operazione, nonché a rispettare i diritti dei dipendenti. Tuttavia tali impegni saranno validi per soli due anni e quindi sul lungo termine non scongiurano in alcun modo i rischi tipici delle operazioni di acquisizione, come ad esempio quelli di un possibile sovraindebitamento. Inoltre a preoccupare sono i problemi più generali che in Europa attanagliano il settore dei veicoli commerciali, poiché persino i camion saranno colpiti dal famigerato sistema delle multe imposto dalla normativa UE di elettrificazione”.
“E’ certamente più rassicurante la cessione della divisione difesa a Leonardo, che assicura la permanenza in mani italiane di produzioni strategiche, ma anche in questo caso naturalmente dovremo seguirne con attenzione gli sviluppi specie sulle modalità del possibile coinvolgimento di Rheinmetall”.
“In generale la cessione di Iveco mette l’Italia dinanzi ad una duplice e grave realtà: da una parte la crisi del settore automotive in senso allargato, causata dalle autolesioniste politiche europee di elettrificazione; dall’altra la difficoltà di difendere i nostri campioni nazionali, proprio nel momento in cui le altre potenze industriali sostengono la loro industria nazionale. Per questi motivi abbiamo chiesto al Governo un intervento diretto sia nella vicenda specifica per controllare che l’operazione non sia orchestrata in modo tale da pregiudicare sul lungo termine l’Italia, sia con le riforme essenziali per rilanciare la competitività del Paese, sia in sede europea per riformare una transizione all’elettrico che purtroppo non salva il pianeta ma uccide l’industria. Per incidere su questa vicenda come sulle innumerevoli altre che l’hanno preceduta e che seguiranno, occorre intervenire sui fondamentali delle politiche nazionali ed europee, per invertire il triste destino che sembra tracciato per l’Italia. Nel prossimo incontro previsto per settembre speriamo vivamente di poter incontrare presso il Mimit esponenti di Tata Motors, per poter interloquire direttamente con loro”.
Uilm Nazionale
