In data 24 settembre u.s. si è tenuto presso il Mimit il primo incontro di monitoraggio del progetto di riconversione industriale del sito ex Wärtsilä.
Nel corso dell’incontro, l’azienda ha dichiarato che lo stato di avanzamento del progetto risulterebbe in linea con i tempi di realizzazione previsti a partire dall’ottenimento della certificazione della produzione dei carri, agli impegni di rioccupazione del personale che, ad oggi, vede il reintegro al lavoro di 67 addetti ex Wärtsilä su circa 250 inizialmente da ricollocare, occupati nell’avvio dell’assemblaggio dei carri ferroviari che, entro la fine del 2025, dovrebbe consuntivare una produzione di 200 macchine.
Riteniamo che la conferma da parte dei rappresentanti aziendali Innoway Trieste di voler rispettare gli impegni sottoscritti con l’Accordo di Programma rappresenti un elemento importante.
Fim, Fiom, Uilm hanno tuttavia espresso preoccupazione per la mancata attivazione del Contratto di Sviluppo con Invitalia per il finanziamento del progetto e per i ritardi del cronoprogramma sugli investimenti da parte di Innoway Trieste. Il management della società ha giustificato tali ritardi a causa del maggior tempo richiesto, rispetto a quello inizialmente previsto, per la ricerca un’azienda fornitrice, per il set up della produzione, rispondente alle normative vigenti.
Altrettanta preoccupazione è stata espressa per la poca chiarezza sulle attività che l’azienda intenderebbe esternalizzare, per il posticipo dell’investimento delle attività di revisione dei carri, per i ritardi sulla erogazione della formazione ai lavoratori ancora in Cigs e sulla effettiva occupazione finale che, secondo quanto previsto dal piano industriale presentato, dovrebbe raggiungere le 300 unità, oltre a quelle dell’indotto.
Fim, Fiom, Uilm hanno quindi chiesto, insieme alle istituzioni locali e al Mimit, che Innoway presenti quanto prima un quadro di dettaglio degli investimenti, certo e definito dal punto di vista temporale, che devono essere anche nelle quantità conformi agli accordi sottoscritti tra le parti insieme allo schema definitivo del lay out industriale.
Infine, è stato chiesto di proseguire con l’inserimento di un forte management e middle management locale per favorire le interlocuzioni fra azienda e sindacato, per il ripristino di un adeguato clima aziendale, per assicurare le migliori condizioni di sicurezza degli ambienti di lavoro e per un effettivo riconoscimento e valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori che, in questa fase, sono nella realizzazione del progetto.
Il nostro giudizio sull’avanzamento della reindustrializzazione resta sospeso fino all’acquisizione di un quadro complessivo più puntuale dello stato dell’arte del progetto di riconversione.
Fim-Fiom-Uilm Nazionale
RSU Innoway Trieste
