Industria; Palombella (Uilm): “Stellantis e Ex Ilva, non possiamo accettare ulteriori incertezze e scaricare i costi sui lavoratori”

“In Italia stiamo pagando un prezzo altissimo in termini occupazionali: il numero dei dipendenti diretti di Stellantis si è ridotto a circa 15mila unità in meno, su un organico complessivo di poco superiore alle 30mila. È il minimo storico per i nostri stabilimenti, mentre negli altri Paesi europei ed extraeuropei si registrano segni positivi di crescita”. Lo ha dichiarato il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, nel corso di un’intervista a Rainews24.

Secondo Palombella, “il vero problema è che marchi storici come FIAT e Alfa Romeo, invece di essere prodotti in Italia, vengono delocalizzati in Polonia, Serbia e Marocco. Basti pensare alla Panda, che oggi viene assemblata in Serbia con l’aumento dei volumi produttivi, addirittura impiegando manodopera proveniente da altri Paesi. Questo modello non è né sostenibile né gestibile: abbiamo stabilimenti pronti a produrre, ma restano fermi a fare da vetrina”.

Il leader della Uilm ha poi richiamato l’attenzione sul tema della transizione energetica e delle decisioni europee: “Non possiamo continuare a vivere nell’incertezza. C’è chi chiede di posticipare oltre il 2035 lo stop ai motori endotermici, ma questo genera confusione per produttori e consumatori. I cittadini devono sapere su quale motorizzazione investire e con quali risorse, visto che i salari in Italia sono sempre più bassi e il potere d’acquisto dei lavoratori continua a ridursi”.

Palombella è tornato infine sul dossier Ex Ilva, annunciando l’incontro di domani con una delegazione di parlamentari presso la sede nazionale di Fim Fiom e Uilm: “Vogliamo rappresentare al Parlamento la reale situazione di difficoltà che vivono i lavoratori. Non è accettabile che a Taranto regni ancora l’incertezza: l’accordo di programma non è stato realizzato, siamo fermi a un semplice verbale del 12 agosto che non cambia nulla. Si parla di nuovi acquirenti, ma sono sempre gli stessi nomi e non si fa chiarezza sugli asset, né sul percorso di decarbonizzazione. Nel frattempo, i lavoratori restano appesi a richieste di cassa integrazione che rischiano di allargarsi ulteriormente”.

“È arrivato il momento – ha concluso Palombella – che governo e istituzioni scelgano di tutelare davvero l’industria e l’occupazione italiana, perché non possiamo più permetterci perdite di tempo e promesse senza seguito”.

 

Ufficio Stampa UILM