Nella giornata del 9 marzo, a Castellammare di Stabia si è tenuto l’incontro fra la Direzione aziendale Fincantieri e le segreterie nazionali, territoriali e RSU Fim, Fiom, Uilm per un incontro specifico per il sito stabiese.
Riteniamo estremamente importante la conferma, da parte della direzione aziendale, degli annunciati primi investimenti per complessivi 15 milioni di euro nel biennio 2026-27 relativamente a impiantistica/banchina, macchine, aree di allestimento, spogliatoi/mensa/uffici.
Maggiori dettagli del piano strategico, del piano industriale e degli ulteriori investimenti della parte privata di Fincantieri (che potrebbero raddoppiare o triplicare al netto dei sistemi di sollevamento e dei necessari investimenti pubblici), verranno resi noti con la contrattualizzazione delle commesse da parte del ministero della Difesa prevista entro l’anno.
Fim, Fiom, Uilm, nel corso dell’incontro hanno espresso le prime seguenti necessità:
– Ricevere, quanto prima, una informativa sulla situazione dettagliata dei previsti investimenti anche in considerazione del fatto che nel corso dell’incontro su questo punto Fincantieri è stata piuttosto evasiva;
– Acquisire il cronoprogramma e verificare quanto prima la realizzazione dei primi investimenti
– Avviare il confronto per la pianificazione della necessaria formazione per adeguare le competenze per la costruzione delle nuove navi:
– Acquisire il futuro modello produttivo ed il piano di valorizzazione dell’indotto locale.
Fim Fiom Uilm inoltre, per assicurare una profondità di lungo periodo del cantiere stabiese al pari di tutti gli altri di Fincantieri, hanno espresso la necessità di pianificare un momento di confronto azienda-sindacato-istituzioni locali/nazionali-enti/autorità interessate per definire il supporto ed il contributo degli investimenti pubblici e per coordinare le azioni per evitare le eventuali lungaggini burocratiche per il rilancio del cantiere.
Infine, in attesa di poter riscontrare le prime concrete iniziative del piano strategico e di investimento, Fim, Fiom, Uilm hanno chiesto alla direzione aziendale di RIPRISTINARE un più adeguato modello di relazioni industriali. Cosa che soprattutto nell’ultimo periodo è venuto meno e certamente non per responsabilità dei delegati ed una più concreta applicazione dei protocolli sulla sicurezza, in coerenza con gli accordi nazionali, per l’individuazione (condivisa) di soluzioni per il superamento delle criticità quotidiane relativamente alle condizioni della vita del cantiere a partire dalla organizzazione del lavoro.
Fim, Fiom, Uilm nazionali
