La firma dell’Accordo di Programma tra Governo, Regione Toscana, Comune di Piombino e JSW Steel Italy avrebbe dovuto rappresentare un momento di condivisione sul futuro del polo siderurgico. Per la UILM, invece, lascia aperti interrogativi importanti sul metodo seguito e, soprattutto, sulle reali garanzie per i lavoratori.
Il sindacato metalmeccanico della UIL è l’unica organizzazione ad aver espresso apertamente perplessità sull’intesa, ritenendo prematura la sottoscrizione del documento senza aver prima verificato lo stato di avanzamento del progetto Metinvest, considerato determinante per il futuro industriale di Piombino.
LA UILM: “SERVIVA PRIMA IL CONFRONTO SU METINVEST”
“Restiamo sorpresi dalla firma dell’Accordo di Programma JSW senza aver convocato il Comitato esecutivo per verificare lo stato di avanzamento del progetto Metinvest, come avevamo richiesto”, dichiarano Guglielmo Gambardella, segretario nazionale UILM, e Lorenzo Fusco, segretario UILM Toscana Sud Est. Per la UILM i due percorsi non possono essere separati. Il progetto JSW e quello Metinvest rappresentano infatti due tasselli dello stesso processo di rilancio industriale e devono procedere parallelamente, soprattutto per garantire l’intera occupazione del polo.
“NON SI PUÒ DISCUTERE A PEZZI”
È questo il messaggio politico più forte contenuto nella posizione della UILM. Secondo Gambardella e Fusco, “abbiamo sempre ritenuto logico che le questioni JSW e Metinvest dovessero andare seguite di pari passo per avere la garanzia sull’intera occupazione. Non si può discutere a pezzi. Ad oggi non c’è certezza piena sul futuro di Piombino”.
Il sindacato ricorda che sono ormai trascorsi dodici mesi dalla firma dell’Accordo di Programma relativo a Metinvest senza che il Comitato esecutivo sia stato convocato per verificare lo stato di avanzamento del progetto, il cronoprogramma degli investimenti e gli impegni assunti sull’occupazione.
IL NODO È L’ACCORDO QUADRO SUL LAVORO Alla base delle perplessità della UILM c’è anche l’Accordo Quadro sull’occupazione sottoscritto nel luglio 2025.
Secondo il sindacato, molte delle verifiche previste non sono ancora state effettuate: dalla ricognizione delle professionalità del bacino occupazionale all’andamento delle assunzioni, fino al rispetto dei tempi degli investimenti. Proprio per questo motivo la UILM aveva chiesto di affrontare prima il confronto su Metinvest e solo successivamente procedere alla definizione del nuovo Accordo di Programma con JSW. Una richiesta che, secondo quanto riferisce il sindacato, sembrava essere stata condivisa nella riunione ristretta convocata dal Ministero prima del tavolo ufficiale, ma che non ha poi trovato riscontro nella decisione finale delle istituzioni.
IL 15 LUGLIO SARÀ UNA DATA DECISIVA
La prossima tappa sarà il 15 luglio, quando al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sono previsti due appuntamenti fondamentali. La mattina si svolgerà la verifica dell’Accordo Quadro sindacale relativo a Metinvest, mentre nel pomeriggio si riunirà finalmente il Comitato esecutivo incaricato di monitorare lo stato di attuazione dell’Accordo di Programma.
Per la UILM sarà l’occasione per fare chiarezza sui ritardi accumulati e verificare se esistano davvero le condizioni per garantire il futuro industriale e occupazionale dell’intero polo siderurgico.
SERVONO GARANZIE, NON ANNUNCI
Pur prendendo atto della decisione assunta da Governo, Regione Toscana e Comune di Piombino, la UILM ribadisce che la firma di un accordo non può essere considerata, di per sé, una garanzia di rilancio. “Attendiamo di ricevere il testo definitivo per poter esprimere una valutazione puntuale e auspichiamo che i firmatari vengano a Piombino a illustrare il documento ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali”, concludono Gambardella e Fusco.
Per la UILM la vera sfida comincia adesso: verificare che agli impegni seguano investimenti concreti, infrastrutture, nuovi impianti e soprattutto tutele effettive per tutti i lavoratori. Secondo il sindacato, solo un confronto trasparente tra istituzioni, imprese e parti sociali potrà restituire credibilità a un percorso di rilancio che, dopo anni di promesse e rinvii, deve finalmente tradursi in risultati concreti.
