Piombino, la Uilm: lo sciopero rafforza la richiesta di garanzie per lavoratori e industria

di Lorenzo Fusco

La riuscita dello sciopero e del presidio sotto la Regione Toscana rafforza le richieste del sindacato sul futuro del Polo siderurgico di Piombino. Mercoledì 24 giugno gli impianti del Gruppo Jsw si sono fermati per l’intera giornata e una significativa partecipazione di lavoratrici e lavoratori ha accompagnato la manifestazione a Firenze, davanti al Palazzo della Regione, dove si è svolto l’incontro con il Presidente Eugenio Giani.
Per la Uilm Toscana Sud Est si tratta di un segnale chiaro della forte preoccupazione che attraversa il territorio: il futuro della siderurgia piombinese resta appeso a troppe incognite, dalla vertenza Jsw al progetto Metinvest, fino alla situazione di Liberty Magona e al passaggio a Trasteel.

IL CONFRONTO IN REGIONE
Al tavolo convocato in vista dell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy del prossimo 30 giugno erano presenti, insieme alla Uilm Toscana Sud Est, anche Guglielmo Gambardella della Segreteria nazionale Uilm, Vincenzo Renda e le Rsu delle aziende del Polo siderurgico.
La Uilm aveva chiesto alla Regione Toscana l’apertura di un tavolo istituzionale capace di affrontare in modo complessivo tutte le questioni aperte su Piombino: la situazione del Gruppo Jsw, i ritardi del progetto Metinvest rispetto al cronoprogramma previsto e la vicenda Liberty Magona, ancora in attesa della definitiva uscita di scena del Gruppo Liberty e dell’avvio del percorso con Trasteel.
All’incontro, il Presidente Giani ha annunciato l’impegno a convocare tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Un fatto che il sindacato valuta positivamente e che rafforza il confronto già programmato al Mimit per il 30 giugno.

ACCORDO DI PROGRAMMA: SERVONO CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA
Il punto centrale resta il testo della bozza del nuovo Accordo di Programma. Le organizzazioni sindacali hanno dichiarato di conoscerne i contenuti, pur non avendo ricevuto formalmente il documento, e hanno chiesto chiarezza sulle garanzie occupazionali.
Per la Uilm, infatti, il testo non contiene le indispensabili clausole di salvaguardia per i lavoratori e per le attività produttive. Il riferimento al solo Accordo Quadro non può essere considerato sufficiente. Se quell’impianto poteva essere adeguato per accompagnare il progetto Metinvest, che il sindacato continua ad auspicare venga realizzato quanto prima, non può sostituire l’articolo 14 dell’Accordo di Programma vigente, che rappresenta oggi uno dei pochi strumenti di tutela per il futuro dell’occupazione.
La Uilm ha quindi chiesto alla Regione Toscana di non sottoscrivere alcun documento privo di vincoli e di adeguate clausole di salvaguardia. Secondo il sindacato, sarebbe inaccettabile eliminare l’unica garanzia occupazionale rimasta, dopo anni in cui l’Accordo di Programma del 2018 è stato giudicato troppo debole perché privo di penali e vincoli stringenti nei confronti della parte privata.
Il Presidente Giani, secondo quanto riferito dalla Uilm, ha compreso e condiviso la posizione del sindacato e si è impegnato a contattare il Ministro Adolfo Urso, condividendo la necessità di non procedere alla firma di un Accordo di Programma che non contenga precise tutele per lavoratori e produzioni.

IL PROGETTO METINVEST E IL NODO DEL COMMISSARIO
Resta aperto anche il tema del progetto Metinvest, dichiarato strategico dal Governo ma ancora in ritardo rispetto al cronoprogramma. Per la Uilm si tratta probabilmente dell’ultima vera opportunità per rilanciare la siderurgia a Piombino e salvare un comparto industriale decisivo per il territorio e per il Paese.
Il progetto prevede un investimento da 2,3 miliardi di euro ed è stato considerato dal Financial Times tra i cinque migliori mega-progetti di investimento in Europa per impatto sostenibile ed economico. Proprio per questo, il sindacato chiede di accelerare sulla nomina del Commissario straordinario e sulla convocazione del Comitato esecutivo, previsti dall’Accordo di Programma siglato dalle istituzioni e da Metinvest il 10 luglio.
Sulla figura del commissario, la Uilm prende atto che permane una questione di carattere politico. Il nome indicato con maggiore insistenza è quello del Sindaco di Piombino, ma per il sindacato non è determinante la persona individuata: ciò che conta è che vi sia una figura in grado di presidiare costantemente l’avanzamento dei progetti industriali e garantire il rispetto degli impegni assunti.
Per questo la Uilm chiede di superare le divergenze politiche e di lavorare in squadra, affiancando il soggetto che sarà nominato, per non rischiare di perdere un’opportunità di investimento fondamentale per il polo piombinese.

JSW, RISORSE PUBBLICHE E TRENO ROTAIE
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il futuro del Gruppo Jsw e, in particolare, dell’unico impianto che produce rotaie in Italia. La Uilm ha chiesto alla Regione di verificare direttamente con il Ministro Urso se siano fondati i rumors relativi a possibili soggetti italiani interessati a investire nel treno rotaie, alla luce di quella che il sindacato definisce l’inaffidabilità del Gruppo indiano Jindal.
In assenza di garanzie reali, per la Uilm occorre valutare con attenzione anche l’utilizzo delle risorse pubbliche individuate, pari a 33 milioni di euro. Secondo il sindacato, non è accettabile concedere nuove risorse senza avere strumenti di controllo e salvaguardia del sito. Al contrario, quelle risorse potrebbero essere utilizzate per entrare nel capitale della holding attraverso una società partecipata, come il Governo aveva ipotizzato negli anni scorsi con il possibile ingresso di Invitalia.
Un Accordo di Programma privo di garanzie, avverte la Uilm, rischierebbe di rappresentare un pericolo anche per i lavoratori della Gsi e della Piombino Logistics, che la stessa proprietà Jsw avrebbe indicato come difficilmente sostenibili senza la lavorazione conto terzi, salvo il ricorso ad ammortizzatori sociali senza prospettiva.

LIBERTY MAGONA, BASTA ANNUNCI: SERVONO CERTEZZE
Sul fronte Liberty Magona, la Uilm ha chiesto un maggiore attivismo della Regione Toscana. Per i circa 500 lavoratori, tra diretti e interinali, non bastano più passerelle e annunci: serve arrivare alla firma dell’accordo che consenta di chiudere definitivamente il capitolo Liberty e aprire il confronto con il nuovo soggetto industriale.
Lo stabilimento è fermo dallo scorso dicembre e l’auspicio è che nelle prime settimane di luglio gli impianti possano ripartire gradualmente per lavorare per Trasteel, attraverso una fase di affitto e la nascita della nuova Magona Trasteel.
Per la Uilm, il 30 giugno al Mimit i lavoratori dovranno poter conoscere il proprio futuro. Anche per questo il sindacato ritiene fondamentale mantenere alta l’attenzione e garantire una nuova forte presenza dei lavoratori in occasione dell’incontro al Ministero.

LA MOBILITAZIONE CONTINUA
La riuscita dello sciopero e della manifestazione a Firenze ha consentito, secondo la Uilm, di ottenere un primo risultato politico importante: l’impegno della Regione Toscana a non procedere su accordi privi di tutele e a coinvolgere direttamente il Governo nella verifica delle condizioni necessarie per garantire occupazione e continuità industriale.
Ma la mobilitazione non si ferma. La Uilm ribadisce di non essere disposta a mollare una battaglia che dura da anni e che riguarda non solo il futuro dei lavoratori di Piombino, ma anche quello della siderurgia italiana.
Per questo, dopo il presidio sotto la Regione, l’attenzione si sposta ora sull’incontro del 30 giugno al Mimit. Solo mantenendo alta la pressione, sostiene il sindacato, sarà possibile ottenere le necessarie garanzie per il futuro di Piombino e dell’intero polo siderurgico.
La Uilm conferma infine l’adesione allo sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Uil Toscana per il 9 luglio a Firenze, a sostegno delle molte crisi che attraversano i settori della siderurgia, dell’automotive e dell’elettrodomestico della regione. Perché, come recita lo slogan della mobilitazione, “senza futuro dell’industria si sciopera”.

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