Pensieri e parole: io al mio ultimo congresso

di Antonino Di Bella

C’è un brano di Giorgio Gaber dal titolo “Canzone dell’appartenenza” che recita: “L’appartenenza non è un insieme casuale di persone non è il consenso a un’apparente aggregazione l’appartenenza é avere gli altri dentro di sé”. Un concetto che mi è tornato in mente durante il Congresso provinciale della Uilm e che descrive bene ciò che ho provato in quelle giornate.

Anch’io mi sono sentito nuovamente, ma forse non l’avevo mai dimenticato, parte di qualcosa che va al di là di una tessera e di un’agendina. La mia adesione alla Uilm risale a circa nove anni fa, quando l’amico Luigi Pinasco, oggi Segretario generale di Genova, mi propose di candidarmi come delegato di fabbrica. Con mia sorpresa venni eletto già alla prima consultazione aziendale.
La strada era stata in qualche modo tracciata da Mauro Rinotti che, con i suoi interventi alle assemblee, portava in modo serio e realistico la voce del “nostro” sindacato.

Sono rimasto iscritto fino al mio pensionamento, avvenuto circa un anno fa. Pur facendo ancora parte del Direttivo, la mia presenza era diventata sempre più rara, non per mancanza di rispetto verso le colleghe e i colleghi, ma perché ritenevo giusto lasciare spazio ai loro interventi ed evitare ulteriori, e forse noiosi, miei ragionamenti, spesso accompagnati da giudizi o critiche al mondo imprenditoriale, frutto della mia esperienza, talvolta conflittuale, come delegato impegnato in prima linea nelle diverse controversie aziendali.

Nonostante il mio atteggiamento spesso critico verso il “sistema” del padronato, ho accolto con piacere la comunicazione ricevuta dalla Segreteria, attraverso l’efficiente organizzazione amministrativa interna, relativa allo svolgimento del Congresso provinciale dello scorso aprile. E ho accolto con stupore, ma anche con un pizzico di commozione – sarà forse l’età – la notizia che sarei stato premiato con una targa ricordo per il mio impegno nella Uilm.

Arrivò così il 13 aprile e, come molti ricorderanno, il Congresso si aprì con una tavola rotonda dedicata alla siderurgia. Antonio Apa, oggi coordinatore regionale ma soprattutto memoria storica delle lotte che il nostro sindacato ha condotto fin dagli anni Settanta nella difficile realtà genovese e ligure, illustrò agli ospiti e ai congressisti la situazione attuale. Il Segretario, nonché amico, Luigi Pinasco, ripercorse invece rapidamente il passato, ricordando anche la disdicevole aggressione subita da lui e da Claudio Cabras, commentando la crescita degli iscritti, l’impegno dei delegati nei luoghi di lavoro e le prospettive future dell’organizzazione.

Poco dopo intervenne Rocco Palombella che, con il suo consueto entusiasmo, portò il saluto della Uilm nazionale e ci trasmise l’invito a impegnarci ancora e sempre per un lavoro dignitoso, rappresentativo e soprattutto decoroso, a misura d’uomo e di donna.

La seconda giornata del Congresso, abilmente condotta da Lorenzo Cardamone, è stata interamente dedicata a noi, con i contributi, sempre interessanti e coerenti, delle colleghe e dei colleghi impegnati quotidianamente nel sindacato e nei luoghi di lavoro.

Venne poi il momento del mio intervento. In poche parole ringraziai le persone che, a vario titolo, ho incontrato lungo il mio percorso di delegato e componente del Direttivo di Genova. Soprattutto, augurai ai componenti del nuovo organismo provinciale di poter sperimentare, come è capitato a me, la possibilità di incontrare donne e uomini che continuano a battersi perché credono ancora nel valore della solidarietà.

Infine, come previsto dallo Statuto, vi è stata la riconferma all’unanimità dell’amico Luigi Pinasco alla guida della Uilm di Genova. Un ruolo che lo rende certamente responsabile dell’andamento e dello sviluppo dell’organizzazione, ma mai come “un uomo solo al comando”. A lui auguro di poter sempre contare non soltanto sulla Segreteria esecutiva, ma anche sul sostegno di tutti gli iscritti di Genova e del Tigullio.

Per quanto mi riguarda, ho avuto la possibilità, e direi anche l’onore, di essere premiato per la mia militanza proprio da Rocco Palombella, che non si è sottratto né alla foto di rito né a uno scambio di battute tra due “vecchi” metalmeccanici.

Si conclude così non soltanto questo articolo, ma anche la mia militanza attiva nel sindacato. Lo faccio con la consapevolezza che sia stata un’esperienza positiva, che consiglierei a chiunque, perché nel sindacato non ci si limita a vedere persone: le si incontra davvero. Si ascoltano storie, talvolta difficili, di vita lavorativa e si condividono esperienze.

Già, la comunicazione: un vero veicolo di conoscenza, competenza e capacità.

Nel riassumere le impressioni di questi anni, desidero quindi ringraziare chi ha permesso che le mie parole potessero arrivare, attraverso la rete, a tante donne e uomini di questo storico sindacato di categoria.

Grazie a tutto lo staff che si è assunto il compito di informare sulle iniziative della Uilm, sia all’interno sia all’esterno dell’organizzazione. Un ringraziamento particolare va però ai veri artefici della comunicazione quotidiana: Rosa Pugliese e Dario Antonini.

Un saluto a chi legge.

Viva il lavoro, viva la UILM!

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