Sulcis, lavoro e industria: dal territorio parte la richiesta di una svolta vera

di Guglielmo Gambardella

L’assemblea pubblica promossa da Fim, Fiom e Uilm il 7 maggio nella Provincia di Iglesias non è stata soltanto un momento di mobilitazione sindacale. È stata soprattutto la rappresentazione concreta di un territorio che non intende rassegnarsi al declino industriale e sociale.
Alla partecipazione di lavoratori, cittadini, sindaci e istituzioni si è accompagnata una richiesta chiara: servono scelte immediate per il futuro del Sulcis, a partire dal lavoro, dall’industria e dalla difesa dell’occupazione.
Come Uilm abbiamo posto al centro del confronto il tema della crisi occupazionale e della necessità di un piano straordinario di rilancio industriale per la Sardegna.

UN TERRITORIO CHE NON SI RASSEGNA
L’alta partecipazione all’iniziativa ha rappresentato un segnale politico preciso.
Se qualcuno pensava che i lavoratori e i cittadini di queste comunità si rassegnassero questa è la dimostrazione che c’è rabbia, ma non rassegnazione.
Un messaggio che arriva da un territorio che continua a vivere una condizione di forte sofferenza sociale e occupazionale.

LA QUESTIONE SARDA TRA DISOCCUPAZIONE E SPOPOLAMENTO
Nel mio intervento ho richiamato con forza i dati che descrivono la situazione della Sardegna e in particolare del Sulcis. Il tasso di disoccupazione nell’isola resta nettamente superiore alla media nazionale, mentre quello giovanile raggiunge livelli ancora più preoccupanti. A questo si aggiunge una crisi demografica sempre più evidente: migliaia di giovani lasciano la regione alla ricerca di opportunità di lavoro e prospettive di vita migliori.
Un fenomeno che rischia di impoverire ulteriormente il territorio sul piano economico, sociale e produttivo.
I giovani rappresentano energie, competenze e futuro e senza di loro non esiste prospettiva di rilancio. 

NON BASTANO PIÙ GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI
Secondo noi, il problema non può essere affrontato soltanto attraverso strumenti di sostegno al reddito.
La gente vuole lavorare, non vuole sussidi. Da anni denunciamo l’assenza di una strategia industriale di lungo periodo capace di creare occupazione stabile e sviluppo.
La Sardegna non può basare il proprio futuro esclusivamente sul turismo o su settori caratterizzati da forte stagionalità e precarietà. Serve invece una visione industriale capace di valorizzare le competenze e le professionalità già presenti nel territorio.

RIPARTIRE DALL’INDUSTRIA DEL SULCIS
La Uilm individua nel rilancio del polo industriale del Sulcis il punto di partenza per costruire una prospettiva concreta. Nel territorio esistono ancora competenze, professionalità e capacità produttive legate a realtà strategiche come:

  • Eurallumina
  • Portovesme Srl
  • Sider Alloys

Per la Uilm occorre decidere rapidamente se garantire continuità alle produzioni esistenti oppure avviare processi di riconversione industriale, ma in entrambi i casi devono essere assicurate tutele occupazionali, investimenti e percorsi di formazione.

ENERGIA, INFRASTRUTTURE E INVESTIMENTI
Uno dei nodi centrali resta quello della competitività industriale.
Senza interventi sul costo dell’energia e senza investimenti infrastrutturali il territorio rischia di perdere definitivamente attrattività.
Per questo il sindacato chiede un piano straordinario capace di mettere insieme istituzioni, imprese, università e parti sociali, con l’obiettivo di costruire una strategia di rilancio credibile e duratura.

LAVORO DIGNITOSO E CONTRATTAZIONE
Nel mio intervento, inoltre, ho richiamato il valore della contrattazione collettiva e del recente rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici.
Un rinnovo ottenuto attraverso mobilitazioni e scioperi, che ha consentito di difendere il potere d’acquisto dei lavoratori, rafforzare le tutele per i lavoratori fragili e precari e migliorare le garanzie nei sistemi di appalto.
Per la Uilm, il lavoro dignitoso passa anche dal riconoscimento dei contratti nazionali sottoscritti da CGIL, CISL e UIL e dalla tutela dei diritti nei luoghi di lavoro. 

BASTA PASSERELLE, SERVONO FATTI
L’assemblea di Iglesias rappresenta solo l’inizio di un percorso di mobilitazione che proseguirà nelle prossime settimane. La richiesta rivolta alla politica e alle istituzioni è netta: servono decisioni concrete e immediate.
Adesso basta passerelle politiche, è giunto il momento dei fatti e metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per ottenerli.
Il futuro del Sulcis non può essere lasciato all’incertezza. Difendere industria e lavoro significa difendere la possibilità stessa di garantire prospettive a un intero territorio.

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