Ex Wärtsilä Trieste, progressi sul piano industriale ma il percorso resta in salita

di Antonio Rodà

Il 14 luglio 2022 il gruppo finlandese Wärtsilä, specializzato nella produzione di grandi motori marini e terrestri, ha formalizzato in appena quattro minuti di videoconferenza la volontà di dismettere la produzione dello storico sito di Bagnoli della Rosandra, a Trieste. Una decisione che ha confermato le preoccupazioni, sempre smentite dall’azienda, che erano state sollevate nei mesi precedenti.
Con l’annuncio di 451 esuberi su circa 1.000 dipendenti occupati a Trieste, l’azienda si preparava a infliggere un colpo durissimo al già fragile tessuto industriale del territorio, segnato da numerose chiusure negli ultimi dieci anni.

LA MOBILITAZIONE E LA SENTENZA DEL TRIBUNALE
La reazione sindacale è stata immediata e ha trovato il suo momento più alto nella grande manifestazione del 3 settembre 2022, che ha portato in piazza 15.000 persone tra lavoratori, cittadini, istituzioni, associazioni e rappresentanti di Confindustria.
I comizi dei segretari generali di Fim, Fiom e Uilm hanno segnato una giornata destinata a restare nella storia del sindacato triestino. Particolarmente significativo l’intervento del segretario generale Rocco Palombella, che ha raccolto un forte consenso tra i presenti in Piazza Unità d’Italia.
A distanza di venti giorni dalla manifestazione, il 23 settembre 2022, il Tribunale di Trieste ha emesso una sentenza storica, annullando i licenziamenti avviati dall’azienda. Il giudice ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni sostenute da Fim, Fiom e Uilm, accertando la violazione dei diritti di informazione sindacale previsti dal contratto collettivo.

DUE ANNI DI CONFRONTO E L’ACCORDO QUADRO
Dopo le prime fasi di mobilitazione, si è aperto un lungo confronto istituzionale durato due anni, con numerosi tavoli ministeriali finalizzati a individuare una soluzione in grado di salvaguardare occupazione e continuità industriale.
Il 6 luglio 2024, al termine di una lunga trattativa, è stato sottoscritto un accordo quadro tra Wärtsilä Italia, Innoway Trieste e le organizzazioni sindacali. L’intesa ha definito alcuni punti fondamentali:

  • il trasferimento di 251 lavoratori alla nuova società Innoway Trieste
  • l’attivazione di ammortizzatori sociali a supporto della fase di reindustrializzazione
  • il mantenimento delle garanzie salariali per i lavoratori coinvolti

A questo accordo si è affiancato l’Accordo di Programma sottoscritto il 29 luglio 2024 presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha definito il cronoprogramma degli investimenti e delle attività necessarie alla riconversione del sito.

IL PIANO INDUSTRIALE DI INNOWAY TRIESTE
La nuova società Innoway Trieste, costituita da MedLog (gruppo MSC) e dalla società austriaca Innofreight, ha presentato un piano industriale articolato su tre direttrici:

  • produzione di carri ferroviari per il trasporto merci
  • produzione di carrelli ferroviari
  • sviluppo di una linea di manutenzione

Il piano prevede il raggiungimento della piena operatività entro il 2027, con una capacità produttiva stimata tra 1.000 e 1.500 carri all’anno.

LO STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGETTO
A quasi due anni dalla firma degli accordi, il piano industriale avviato nel luglio 2024 registra un avanzamento graduale. Attualmente risultano operativi circa 90 lavoratori e sono stati consegnati i primi 200 carri ferroviari entro la fine del 2025.
Il percorso di riassorbimento occupazionale prevede il reintegro progressivo dei 251 lavoratori provenienti dalla ex produzione Wärtsilä entro il 2027.
Il 16 aprile 2026 si è svolto un nuovo incontro di monitoraggio presso il MIMIT, con l’obiettivo di verificare lo stato di avanzamento del piano in relazione a occupazione, ammortizzatori sociali, carichi di lavoro, formazione e sviluppo infrastrutturale.

PROGRESSI E CRITICITA’ ANCORA APERTE 
Rispetto al precedente incontro di gennaio, sono stati registrati alcuni passi avanti:

  • deposito del contratto di sviluppo presso Invitalia
  • avvio dell’implementazione del sistema gestionale aziendale
  • miglioramento della diversificazione dei fornitori
  • prosecuzione dei percorsi di formazione, in particolare nei processi di saldatura

Sul piano occupazionale, circa 95 lavoratori su 243 sono stati riassorbiti dalla Cigs. Le stime aziendali indicano un incremento a 145 addetti entro settembre 2026 e il completamento del riassorbimento entro luglio 2027.

Per quanto riguarda i volumi produttivi, l’obiettivo è raggiungere 650 carri ferroviari entro la fine del 2026.
Permangono tuttavia alcune criticità rilevanti:

  • i tempi di realizzazione della linea di manutenzione
  • lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie a supporto del sito
  • la necessità di garantire continuità agli ammortizzatori sociali in scadenza

IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI E LE PROSSIME TAPPE
Nel corso dell’incontro, sia il Ministero che la Regione hanno riconosciuto i progressi compiuti, evidenziando anche un miglioramento delle relazioni sindacali.
Sul contratto di sviluppo, il Ministero ha confermato l’impegno a sollecitare Invitalia per accelerare i tempi di autorizzazione del progetto.
Il prossimo tavolo di monitoraggio sarà convocato entro la fine dell’estate, in una fase che si preannuncia decisiva per verificare la tenuta complessiva del percorso di reindustrializzazione.

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