Si è concluso un intenso ciclo di Congressi territoriali della Uilm che, nelle ultime due settimane, ha visto la partecipazione del Segretario generale Rocco Palombella in alcune delle aree più significative del panorama industriale nazionale. Un percorso che ha attraversato Nord e Sud del Paese, mettendo al centro le trasformazioni industriali, le criticità occupazionali e le prospettive di sviluppo.
TRA ECCELLENZE E SEGNALI DI RALLENTAMENTO
A Parma emerge un modello industriale solido e altamente integrato, in particolare tra metalmeccanica e filiera agroalimentare, che rappresenta un elemento di stabilità economica. Tuttavia, anche in un territorio dinamico si registrano segnali di rallentamento, con un aumento significativo della cassa integrazione straordinaria e vertenze aperte in alcune aziende.
Il Congresso ha confermato Maria Teresa Monni alla guida della Uilm territoriale, in continuità con un lavoro orientato alla qualità dell’occupazione e alla contrattazione.
TRANSIZIONE INDUSTRIALE E TENUTA OCCUPAZIONALE
A Ferrara il quadro appare più complesso, con un forte ricorso agli ammortizzatori sociali e un comparto metalmeccanico sotto pressione. Le trasformazioni industriali in atto richiedono strumenti adeguati a governare il cambiamento e salvaguardare l’occupazione.
Il Congresso ha confermato Alberto Finessi, sottolineando il ruolo centrale della contrattazione nelle fasi di crisi e riorganizzazione.
CRISI APERTE E FILIERE STRATEGICH
A Venezia si evidenziano forti contrasti: accanto alla tenuta di grandi gruppi industriali e della cantieristica, persistono crisi aperte e difficoltà diffuse tra le piccole e medie imprese.
Restano irrisolte vertenze rilevanti, tra cui il sito Ilva di Marghera e situazioni legate a delocalizzazioni e riduzioni occupazionali. Il Congresso ha confermato Diego Panisson, in un contesto che richiede interventi mirati sulle filiere e sulle politiche industriali.
MEZZOGIORNO TRA RILANCIO E INCERTEZZE
Nel Mezzogiorno, i Congressi di Foggia e Bari-BAT hanno evidenziato le sfide legate alla transizione dell’automotive e alla necessità di rafforzare il tessuto industriale.
A Foggia è stato eletto Giuseppe Danza, in un territorio che registra segnali di crescita nel settore aeronautico ma resta esposto alle incertezze legate alle grandi multinazionali.
A Bari-BAT è stato confermato Riccardo Falcetta, con un focus sulle criticità del comparto automotive e sulla necessità di governare le trasformazioni evitando ricadute occupazionali.
TARANTO, SIMBOLO DELLA CRISI INDUSTRIALE
Il Congresso di Taranto ha rappresentato uno dei momenti più significativi di questo percorso, in un territorio simbolo delle difficoltà industriali del Paese.
Qui il peso della crisi, in particolare quella dell’ex Ilva, si riflette in numeri drammatici sul fronte della cassa integrazione e dell’occupazione. Il Congresso ha confermato Davide Sperti, ribadendo la necessità di una strategia industriale nazionale e di interventi concreti su lavoro e sicurezza.
LA LINEA DELLA UILM
“Attraverso questi Congressi abbiamo toccato con mano le trasformazioni profonde che stanno attraversando l’industria italiana”, dichiara Rocco Palombella. “Dai territori emerge con forza la necessità di una politica industriale capace di sostenere gli investimenti, governare le transizioni e garantire lavoro stabile e di qualità. Senza una visione strategica, il rischio è quello di lasciare indietro intere aree del Paese e migliaia di lavoratori”.
Il ciclo congressuale conferma il ruolo centrale della Uilm nei territori, come punto di riferimento per le lavoratrici e i lavoratori e come soggetto attivo nel confronto sulle grandi sfide industriali, economiche e sociali che attendono il Paese.
